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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  STENTS FOR CORONARY HEART DISEASE


Minerva Cardioangiologica 2011 February;59(1):49-59

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Benefici degli stent medicati rispetto agli stent metallici nell’infarto del miocardio caratterizzato da allungamento del segmento ST: una review della letteratura contemporanea

Bokhoor P. I., Lee M. S.

Division of Cardiology, David Geffen School of Medicine at University of California, Los Angeles, CA, USA


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L’efficacia degli stent medicati (drug-eluting stent, DES) nel ridurre la probabilità di ri-stenosi intra-stent in seguito a intervento coronarico percutaneo (percutaneous coronary intervention, PCI) se confrontati con gli stent di metallo nudo (bare metal stents, BMS) nella malattia coronarica stabile è stata ormai ampiamente dimostrata. La Food and Drug Administration ha approvato l’utilizzo dei DES per la patologia coronarico stabile. Tuttavia, è ancora in corso un ampio dibattito sull’impianto dei DES nei pazienti con infarto del miocardio caratterizzato da allungamento del segmento ST (ST-segment elevation myocardial infarction, STEMI) viste le perplessità sul piano della sicurezza dovute a un possibile aumento del tasso di trombosi intra-stent con i DES. La revisione delle attuali evidenze che confrontano i DES con i BMS è in accordo con i risultati dei precedenti trial relativi alla patologia coronarica stabile e rivela tassi di rivascolarizzazione inferiori con i DES nei pazienti affetti da STEMI. La scelta dello stent più appropriato durante PCI dipende dalla compliance dei pazienti con una doppia terapia antipiastrinica. I dati suggeriscono che la PCI con DES nei pazienti affetti da STEMI sottoposti a doppia terapia antipiastrinica a lungo termine risulta sicura ed efficace. Sono necessari ulteriori trial randomizzati con follow-up più a lungo termine per comprendere meglio la sicurezza e l’efficacia dei DES rispetto ai BMS nei pazienti affetti da STEMI.

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