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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2011 Febbraio;59(1):9-15

lingua: Inglese

Proposta di un nuovo metodo eco-Doppler per la misura del tempo di conduzione interatriale. Validazione e utilità clinica

Antonini L., Ficili S., Pasceri V., Cianfrocca C., Galeazzi M., Pandozi C., Aiello A., Santini M.

Department of Cardiovascular Diseases, San Filippo Neri Hospital, Rome, Italy


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. Obiettivo di questo studio era capire se la misurazione del tempo di conduzione interatriale è utile per programmare un intervallo atrioventricolare ottimale nella stimolazione sequenziale. Lo studio propone un nuovo metodo di misura del tempo di conduzione interatriale confrontandolo con le misure elettrofisiologiche.
Metodi. Le misure con il nuovo metodo sono state ottenute in 30 soggetti, sottoposti a studio elettrofisiologico. Il tempo di conduzione interatriale, misurato con il nuovo metodo, è l’intervallo compreso tra l’artefatto dello spike della stimolazione atriale durante pacing atriale, visibile all’electrocardiogramma registrato sullo schermo dell’eco e l’inizio dell’onda A del flusso transmitralico. I tempi elettrofisiologici di confronto sono stati registrati, negli stessi soggetti, durante studio elettrofisiologico, con un catetere decapolare in seno coronarico, come intervalli compresi tra lo spike della stimolazione atriale e la prima deflessione positiva atriale sinistra, a livello degli elettrodi prossimali (C7C8) e distali (C1C2).
Risultati. Il tempo eco-Doppler medio è stato 114±12 ms. I tempi elettrofisiologici medi sono stati 107±14 ms a livello di C7C8 e 124±11 ms a livello di C1C2. Il confronto delle misure con i due metodi ha mostrato correlazione (r=0,92, P<0,001) e accordo (differenza media dei 2 metodi 6,6 ms).
Conclusioni. Il nuovo metodo è correlato con il metodo elettrofisiologico. Può essere particolarmente utile nel programmare, nei soggetti con pace-maker biventricolare, l’intervallo AV ottimale, evitando che la sistole atriale sinistra avvenga a valvola mitrale chiusa.

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