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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2010 August;58(4):433-9

lingua: Inglese

Prognosi a cinque anni di una coorte italiana di pazienti con infarto miocardico acuto a esordio giovanile

Fornengo C., Anselmino M., Iacovino C., Palumbo L., Trevi G. P., Bergerone S.

Division of Cardiology, Department of Internal Medicine, San Giovanni Battista - Molinette - Hospital, University of Turin, Turin, Italy


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Obiettivo. Descrivere la prognosi a cinque anni di una coorte italiana di pazienti con infarto miocardico acuto (IMA) esordito in età ≤a 45 anni e indagare il potenziale ruolo di predittori di rischio di futuri eventi cardiovascolari (cardiovascular events, CVE).
Metodi. Sono stati arruolati 112 pazienti di età ≤a 45 anni consecutivamente ricoverati da marzo 1995 a gennaio 2007 presso la nostra Unità di Terapia Intensiva Coronarica con diagnosi di IMA. Sono state esaminate le caratteristiche cliniche, l’estensione della malattia vasale evidenziata allo studio coronarografico e i fattori di rischio cardiovascolari (includendo dieta, attività fisica, consumo di alcol e di caffè).
Risultati. Lo studio ha incluso 104 (93%) pazienti che hanno completato il follow-up della durata media di 5,3 anni (2,9-7,6). Ventiquattro (23%) pazienti hanno presentato un nuovo evento CV: 16 (15%) angina pectoris, 6 (6%) recidiva di infarto miocardico, uno scompenso cardiaco e uno morte cardiaca. Un paziente su cinque aveva una funzione sistolica ventricolare sinistra inferiore al 50%. All’analisi multivariata (Cox proportional regression model) l’attività fisica è risultata essere un predittore indipendente dell’insorgenza di nuovi eventi CV (P=0,014).I pazienti che hanno praticato una moderata attività fisica aerobica per almeno due ore alla settimana dopo l’IMA avevano una sopravvivenza libera da eventi significativamente più alta rispetto ai pazienti più sedentari (P=0.029).
Conclusioni. La prognosi a cinque anni dei pazienti con IMA esordito in età giovanile è infausta, un paziente su cinque va incontro a un nuovo evento cardiovascolare. I dati dello studio evidenziano come l’attività fisica svolta dopo un primo evento di infarto miocardico giochi un rilevante ruolo prognostico, ribadendo la necessità di un’attenta raccomandazione sullo stile di vita.

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