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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2010 June;58(3):301-11

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Il rischio di peggioramento dello scompenso cardiaco cresce linearmente per unità di incremento del volume ematico rigurgitante attraverso la valvola mitrale incontinente: studio caso-coorte a partenza da una popolazione di pazienti con scompenso cardiaco cronico in II classe NYHA

De Vecchis R. 1, Cioppa C. 1, Giasi A. 1, Pucciarelli A. 2, Ariano C. 1, Pucciarelli G. 1, Cantatrione S. 1

1 Cardiology Unit, Presidio Sanitario Intermedio”Elena d’Aosta”, Naples, Italy; 2 Department of Cardiology, Postgraduate Medical School, Federico II University of Naples, Naples, Italy


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Obiettivo. Il passaggio dalla II alla III classe della “New York Heart Association”(NYHA) è indicativo di peggioramento della funzione cardiopolmonare e di prognosi infausta. In pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico (chronic heart failure, CHF) in II classe NYHA, ci siamo proposti di saggiare l’uso di alcuni criteri ecografici e clinici come strumenti di stratificazione prognostica per la identificazione di pazienti proni ad una progressione accelerata verso la III classe NYHA.
Metodi. È stato effettuato uno studio caso-coorte, che comprendeva pazienti affetti da CHF in II classe NYHA, per valutare il possibile ruolo di predittori di peggioramento dello scompenso cardiaco a breve-medio termine (i.e. entro i due anni successivi alla prima osservazione) svolto da alcuni parametri ultrasonografici, quali: frazione di eiezione ventricolare sinistra(LVEF), valutata come variabile sia continua che “categorica”- i.e., distinta nelle due categorie: 1) LVEF >40% e 2) LVEF compresa nel “range” 30- 40%-; insufficienza mitralica (mitral regurgitation, MR), valutata sia come variabile continua (valore assoluto del volume di rigurgito trans-mitralico) sia come variabile dicotomica, mediante la adozione della definizione di insufficienza di grado moderato-severo, riferita ai volumi di jet ematico di rigurgito stimati superiori al 20% della area atriale sinistra calcolata in proiezione 2D parasternale longitudinale; modalità di riempimento restrittivo del ventricolo sinistro; pressione arteriosa polmonare sistolica >40 mmHg. I pazienti sono stati suddivisi nelle seguenti tre categorie: 1) CHF diastolico, ovvero scompenso cardiaco con frazione di eiezione ventricolare normale o solo lievemente menomata-20 pazienti; 2) CHF sistolico, ovvero scompenso cardiaco con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra-19 pazienti; 3) CHF dovuto ad insufficienza mitralica “organica”-19 pazienti. Tutti i pazienti sono stati trattati con terapia farmacologica, in accordo con le loro rispettive caratteristiche cliniche e con la tipologia della patologia cardiaca di base. Considerando ciascuno dei criteri indicati, sono stati analizzati sensibilità, specificità, valore predittivo positivo (positive predictive value, PPV) e valore predittivo negativo (negative predictive value, NPV) per lo “end point” composito morte o ospedalizzazione causata da peggioramento dello scompenso cardiaco. Inoltre, sono stati calcolati gli Odds ratios (OR) e i valori di rischio relativo (RR) per morte o peggioramento dello scompenso cardiaco associati a ciascuna delle variabili analizzate .
Risultati. Dei 173 pazienti seguiti, ne sono stati inclusi nella analisi retrospettiva 58, dell’età di 70±12 anni. Fra questi sono stati identificati 15 casi (pazienti con transizione alla III classe NYHA) e 43 controlli. Alla analisi di regressione logistica univariata un MR moderato-grave funzionava da predittore affidabile di CHF in peggioramento (OR: 32,3 con p: 0,0014; RR: 15,93; sensibilità: 93,3%; specificità: 69,7%; PPV: 51,8%; NPV: 96,7%), derivandone, in particolare, valori di sensibilità e PPVdi gran lunga superiori a quelli di ciascuna delle altre variabili ecografiche e/o cliniche analizzate. D’altro canto, ad una analisi multivariata su un periodo di due anni di follow up clinico, l’MR, espresso unicamente come variabile continua- ma non come variabile “qualitativa” – mostrava di predire indipendentemente la transizione da II a III classe NYHA.
Conclusioni. I presenti dati sembrano supportare la tesi che quanto maggiore è il flusso di rigurgito della insufficienza mitralica, tanto maggiore è il rischio di un peggioramento dello scompenso cardiaco cronico durante un periodo di follow up di due anni. Similmente, è plausibile che un rigurgito mitralico di grado moderato-severo in pz affetti da CHF in II classe NYHA rappresenti un predittore di aumentato rischio di transizione verso la III classe NYHA.Inoltre, il presente studio sembra indicare che, nel caso di un paziente con scompenso cardiaco in II classe NYHA, a cui sia stata diagnosticata una insufficienza mitralica di grado moderato – severo, una terapia chirurgica (sostituzione protesica o plastica ricostruttiva della mitrale) deve sempre essere messa in programma, poiché la prospettiva di scongiurare il peggioramento dello scompenso col ricorso alla sola terapia farmacologica appare velleitaria e pressochè sistematicamente fallimentare in tale contesto clinico.

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