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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2010 Aprile;58(2):167-74

lingua: Inglese

La prevenzione secondaria delle recidive coronariche. Una survey nell’ambito della medicina generale

Modesti A. 1, Del Papa C. 1, Modesti L. 1, Bartaloni R. 1, Galloni V. 1, Dell’Omo G. 2, Pedrinelli R. 3

1 Studio Associato di Medicina Generale, Pontedera, Italy;
2 Dipartimento Cardiotoracico e Vascolare, Università di Pisa, Pisa, Italy;
3 Gruppo di Studio Epidemiologia e Prevenzione Società Italiana di Cardiologia, Italy


PDF  ESTRATTI


Background. La prevenzione delle recidive coronariche è compito fondamentale e prioritario dei medici di medicina generale il cui successo è, tuttavia, legato alla condivisione ed applicazione delle raccomandazioni fornite dalle linee guida.
Scopo del lavoro. Analizzare lo stato della prevenzione secondaria cardiovascolare per come praticata da un gruppo associato di cinque Medici di Famiglia in Pontedera, Toscana.
Metodi. I pazienti con pregresso infarto miocardico ed angina erano identificati tramite ricerca dei record elettronici dei 5987 (2735 maschi, 3252 femmine) assistititi tra i 35 e gli 85 anni, escludendo pazienti con infarto miocardico recente (<3 mesi).
Risultati. La ricerca ha individuato 153 (2.6%) soggetti con storia di coronaropatia, 93 (3.4%) maschi e 60 (1.8%) femmine più anziane e più frequentemente fumatrici dei maschi. Antiaggreganti, beta-bloccanti, antagonisti del sistema renina-angiotensina e statine, i quattro componenti fondamentali della terapia farmacologica prevista in questa tipologia di pazienti, erano prescritti nell’84%, 56%, 66% e 68% rispettivamente. Livelli di colesterolo LDL raccomandati dalle linee guida (<100 e possibilmente 70 mg/dL) erano tuttavia raggiunti in solo 60 (45%) ed 11 (9%) pazienti rispettivamente. La pressione arteriosa sistolica era superiore a 140 mmHg in 25 dei 146 pazienti in cui il dato era disponibile.
Conclusioni. Pur in presenza di un adeguato livello di implementazione delle linee guida, lo studio dimostra la necessità di interventi volti a migliorare ulteriormente l’aderenza alle raccomandazioni per la prevenzione secondaria della malattia coronarica nella medicina di famiglia.

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