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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2010 April;58(2):159-65

lingua: Inglese

Impatto della malattia coronarica multivasale a distanza di tempo dalla ricanalizzazione dell’occlusione totale coronarica cronica

La Spina C., Biondi-Zoccai G., Moretti C., Sciuto F., Omedè P., Bollati M., Siliquini R., Chiadò S., Trevi G. P., Sheiban I.

1 Division of Cardiology, University of Turin, Turin, Italy;
2 Institute of Hygiene, University of Turin, Turin, Italy


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Obiettivo. L’intervento coronarico percutaneo (percutaneous coronary intervention, PCI) o l’occlusione totale cronica (chronic total occlusions, CTO) sono eventi comuni concomitanti alla malattia multivasale. Ci siamo posti l’obiettivo di indagare l’impatto della patologia multivasale a distanza di tempo dagli interventi di PCI per il trattamento della CTO.
Metodi. Abbiamo raccolto dati basali, procedurali e di follow-up da pazienti sottoposti con successo a PCI con stenting per la CTO. Abbiamo diviso la nostra popolazione in tre gruppi: pazienti con uno, due o tre vasi patologici (1VD, 2VD e 3VD rispettivamente). L’obiettivo primario è stato definire la ricorrenza di eventi cardiaci avversi rilevanti (major adverse cardiac events, MACE), es.: morte, infarto del miocardio o rivascolarizzazione di vasi target trattati.
Risultati. È stato incluso un totale di 111 pazienti: 24 (21%) nel gruppo 1VD, 28 (25%) nel gruppo 2VD e 59 (53%) nel gruppo 3VD. Il follow-up clinico è stato disponibile in 109 (98%) dei pazienti dopo una mediana di 27 mesi (range 6-68), con un MAGE stimato di 1 (4%) nel gruppo 1VD, 5 (18%) nel gruppo 2VD e 17 (29%) nel gruppo 3 VD rispettivamente (P=0,03). Non sono state riscontrate differenze statistiche significative confrontando i tre gruppi per il tasso individuale di morte, infarto del miocardio o rivascolarizzazione di vasi target trattati (tutti P>0,05). Non ci sono stati casi di trombosi da stent definiti o probabili, nonostante l’uso di DES in 99 pazienti (89%).
Conclusioni. I pazienti con malattia coronarica diffusa sottoposti a PCI per CTO non mostrano un significativo peggioramento nella prognosi. Tuttavia, malgrado l’uso off label dei DES, la trombosi da stent è rara, senza differenze in relazione alla gravità iniziale della malattia, sostenendo così la sicurezza a lungo termine dei DES, seppure usati in questo contesto non usuale.

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