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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  IPERTENSIONE: LE NOVITA’


Minerva Cardioangiologica 2009 Dicembre;57(6):813-30

lingua: Inglese

Declino cognitivo correlato all’ipertensione: è il momento appropriato per studi interventistici?

Birns J. 1, Morris R. 2,3, Jarosz J. 4, Markus H. S. 5, Kalra L. 5

1 Department of Ageing and Health, St Thomas’ Hospital, London SE1 7EH, UK
2 Neuropsychology Unit, Department of Psychology, Institute of Psychiatry, de Crespigny Park, London SE5 8AF, UK
3 King’s College Hospital, Denmark Hill, London SE5 9RS, UK United Kingdom
4 Department of Neuroradiology, King’s College Hospital, Denmark Hill, London SE5 9RS, UK
5 Clinical Neuroscience, St George's, University of London, Cranmer Terrace, London SW17 ORE, UK
6 Department of Stroke Medicine, Academic Neurosciences Centre PO41, Institute of Psychiatry, King's College London Camberwell, London SE5 8AF, UK


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L’importanza di abbassare la pressione sanguigna nei soggetti ipertesi è ben conosciuta, ma la correlazione tra ipertensione e funzione cognitiva è stata oggetto di controversie considerevoli. Studi cross-sezionali che hanno valutato la relazione tra pressione sanguigna e funzione cognitiva hanno trovato relazioni contrastanti, mentre la maggior parte degli studi longitudinali ha dimostrato come l’elevata pressione sanguigna sia associata ad un declino delle funzioni cognitive. Studi randomizzati hanno dimostrato effetti eterogenei ed in alcuni casi contrastanti della pressione sanguigna sulla riduzione della funzione cognitiva, e ne hanno suggerito le cause, tra cui i differenti meccanismi attraverso i quali l’ipertensione colpisce il cervello, la varietà di strumenti cognitivi usati per la valutazione e le differenze tra i vari trattamenti anti-ipertensivi. L’ipertensione cronica accelera i cambiamenti arteriosclerotici nel cervello, con un effetto sproporzionato sui circuiti subcorticali associati alla patologia dei piccoli vasi cerebrali. Attualmente mancano dei trial clinici randomizzati che valutino le conseguenze cognitive della riduzione della pressione sanguigna in persone affette da patologia dei piccoli vasi, e molte delle controversie esistenti sulle conseguenze cognitive dell’abbassamento della pressione sanguigna, specialmente negli individui anziani, derivano dalle limitazioni nella pianificazione degli studi. Il presente articolo descrive i problemi metodologici nel disegno di questi trial ed i risultati di una valutazione pilota per vedere se una selezione accurata dei soggetti e delle misurazioni possa rendere fattibili gli studi interventistici promessi. Data la prevista ripresa negli individui con deficit cognitivi, il momento presente è ottimale per lo sviluppo di trial clinici randomizzati con specifici obiettivi cognitivi, allo scopo di esaminare la relazione tra funzione cognitiva ed ipertensione, ed una procedura guida.

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jonathan.birns@gstt.nhs.uk