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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  IPERTENSIONE: LE NOVITA’


Minerva Cardioangiologica 2009 Dicembre;57(6):687-704

lingua: Inglese

I mediatori del danno d’organo nell’ipertensione: focus sui fattori associati all’obesità e sull’infiammazione

Dawood T., Schlaich M. P.

Neurovascular Hypertension and Kidney Disease Laboratory, Baker IDI Heart and Diabetes Institute and Alfred Hospital, Melbourne, Australia


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L’ipertensione arteriosa rappresenta la principale patologia epidemica cardiovascolare nel mondo sviluppato e in via di sviluppo. Le proiezioni fino al 2025 suggeriscono che più del 50% della popolazione adulta del mondo occidentale raggiungerà le definizioni indicate dalle linee guida standard dell’ipertensione, di conseguenza saranno necessari interventi terapeutici sia farmacologici che non. L’ipertensione è anche una componente di molte altre comorbidità che gravano sulla patologia cardiovascolare. Queste includono l’obesità, la sindrome metabolica, l’iperlipidemia, il diabete e la malattia renale cronica. Alla base della comparsa del danno d’organo a vari gradi ci sono: la malattia coronarica, la malattia cerebrovascolare, la nefropatia e l’insufficienza cardiaca cronica. Sebbene l’elevata pressione arteriosa di per sé è indubbiamente il fattore principale che contribuisce al danno d’organo provocato dell’ipertensione, ci sono chiare prove che anche altri mediatori coinvolti siano cruciali nella transizione da uno stato di salute ottimale a patologico negli organi bersaglio nel quadro clinico della pressione alta. Ciò porta conseguentemente ad applicare un approccio multifattoriale che non abbia solo lo scopo di normalizzare il livello di pressione sanguigna, ma anche di prevenire lo sviluppo o la progressione del danno d’organo in modo da ridurre in maniera ottimale tutti i rischi cardiovascolari del paziente. L’epidemia che stiamo attualmente affrontando in merito all’obesità è fortemente associata con il previsto incremento nella prevalenza dell’ipertensione. Una valutazione più accurata del ruolo dell’obesità e dei fattori associati all’innalzamento della pressione sanguigna e il loro ruolo nel danno d’organo è quindi inevitabile. Questa rassegna ci permetterà di focalizzarci sugli aspetti clinici importanti nel danno d’organo associato all’ipertensione, in particolar modo l’obesità ad essa associata oltre che le evidenze del coinvolgimento dell’attivazione neurormonale e dei pathway infiammatori.

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