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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2009 Ottobre;57(5):597-609

 REVIEW

Stent a rilascio di paclitaxel: dal laboratorio all’impiego clinico

Marzullo R. 1, Aprile A. 2, Clementi F. 3, Stella P. 4, Modena M. G. 1, Sangiorgi G. M. 1

1 Cardiac Catheterization Laboratory, Department of Cardiology, Policlinic of Modena, Modena, Italy;
2 Cardiovascular Department, Bergamo Hospitals, Bergamo, Italy;
3 Department of Cardiology,Tor Vergata Policlinic, Rome, Italy;
4 Department of Cardiology, Cardiac Catheterization Laboratory, Utrecht, The Netherlands

Nonostante i continui progressi della cardiologia interventistica avvenuti negli ultimi anni con l’introduzione degli stent medicati (drug eluting stent, DES), la restenosi rappresenta da sempre il tallone di Achille degli interventi di rivascolarizzazione percutanea, specialmente in alcuni sottogruppi di pazienti ad alto rischio, sia per le caratteristiche anatomiche sia per quelle cliniche. Circa il 25% della popolazione generale sottoposta a posizionamento di stent metallico tradizionale (bare metal stent, BMS) va incontro, a distanza di sei mesi dalla procedura, a una eccessiva proliferazione di neointima, con restringimento del lume dello stent, contro il 10% dei pazienti sottoposto a impianto di DES. Nonostante l’utilizzo dei DES dimostri un profilo di efficacia superiore a quello dei BMS, il profilo di sicurezza risulta essere inferiore per un aumento di trombosi intrastent, soprattutto al follow-up a lungo termine, con un’incidenza complessiva dello 0,6% per anno legato all’utilizzo di questi dispositivi. La recente introduzione di stent a rilascio di paclitaxel (paclitaxel eluting balloon, PEB), che hanno fornito nelle prime esperienze cliniche, sia nel distretto coronarico che periferico, dei risultati molto promettenti, potrebbe rappresentare da una parte una promettente strategia nella prevenzione della restenosi, mantenendo dall’altra un profilo di sicurezza simile a quello dei BMS. Questa review riassume brevemente i risultati pre-clinici e clinici legati all’utilizzo dei PEB, descrivendo al tempo stesso le diverse caratteristiche tecniche e di eluizione dei PEB attualmente presenti sul mercato e indicando le potenziali applicazioni future di questa nuova tecnologia nel campo della interventistica cardiovascolare.

lingua: Inglese


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