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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2009 October;57(5):585-95

lingua: Inglese

Stent medicati vs stent convenzionali nell’infarto miocardico acuto: una revisione clinica

Jones W. S. 1, Washam J. B. 1,2, Meine T. J. 1,2 Patel M. R. 1

1 Division of Cardiology, Duke University, Durham, NC, USA;
2 Duke Heart Center, Duke University Medical Center, Durham, NC, USA;
3 Duke Clinical Research Institute, Duke University, Durham, NC, USA


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La patologia coronarica è una delle principali cause di decesso nel mondo. Il trattamento dell’infarto miocardico acuto si è evoluto con l’avvento di nuovi agenti trombolitici, di anticoagulanti, di anti-piastrinici, e di innovative tecniche percutanee. Lo sviluppo degli stent medicati (drug-eluting stents, DES) ha ridotto drasticamente il rischio di restenosi intra-stent, in confronto ai semplici stent convenzionali. Negli Stati Uniti e in Europa, i clinici hanno iniziato a utilizzare i DES per il trattamento dell’infarto miocardico acuto, nonostante non esistano linee guida pratiche che ne supportino l’utilizzo. L’aumentato rischio di trombosi precoce o tardiva a livello dello stent, conseguente all’impianto di DES, continua a destare molte preoccupazioni. Questa review analizza oltre 7500 pazienti studiati in un trial randomizzato controllato e oltre 30000 pazienti registrati, confrontando l’impianto di DES e di stent convenzionali durante l’infarto miocardico acuto. Nelle popolazioni selezionate dei pazienti che facevano parte dei 13 trial randomizzati che confrontavano l’impianto di DES e di stent convenzionali, i dati relativi a decesso, re-infarto e trombosi intra-stent non differivano statisticamente tra i gruppi, mentre la rivascolarizzazione di vasi bersaglio era significativamente inferiore nei pazienti a cui era stato impiantato un DES. Negli studi di pazienti registrati, i dati relativi a mortalità, rivascolarizzazione di vasi bersaglio e trombosi intra-stent erano meno frequenti nel primo anno, dopo l’impianto di DES, mentre il numero dei casi di re-infarto non era differente tra i gruppi. Rimangono aperte molteplici questioni riguardo al follow-up a lungo termine e, specialmente, alla trombosi intra-stent tardiva, sembra che i DES permettano di ridurre la rivascolarizzazione di vasi bersaglio e che non siano associati con un più elevato rischio di morte, re-infarto e trombosi intra-stent nel primo anno dopo il primo infarto del miocardio.

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