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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2009 October;57(5):567-84

lingua: Inglese

Rivestimenti polimerici e ritardo nella guarigione arteriosa in seguito all’impianto di stent medicati

Byrne R. A., Joner M., Kastrati A.

German Heart Center, Technical University, Munich, Germany


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L’efficacia contro la restenosi della tecnologia degli stent medicati (drug-eluting stent, DES) è basata sul rilascio locale e modulato di farmaci citotossici mirati a inibire l’iperplasia della neointima. Il controllo della cinetica di rilascio dei farmaci è una componente fondamentale nell’efficacia dei questa tecnologia. Fino ad oggi, questo controllo è stato effettuato in modo piuttosto efficace attraverso il rivestimento degli stent con polimeri non erodibili (permanenti), che facilitano il caricamento del farmaco e che ritardano il rilascio del farmaco attivo. In effetti, i quattro sistemi attualmente approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) utilizzano un sistema di rilascio del farmaco basato su un polimero permanente. Nella tecnologia dei polimeri, una sfida importante è raggiungere l’equilibrio tra la necessità di lipofilia (per legare il farmaco attivo) e di idrofilia (che offre una maggior biocompatibilità). Un ritardo nella guarigione arteriosa (delayed arterial healing, DAH) in seguito a impianto di DES è stato osservato sia in studi autoptici sull’uomo sia in modelli animali, ed è coinvolto nell’occlusione trombotica tardiva e nella ritardata perdita di efficacia contro la ri-stenosi. Tale ritardo è caratterizzato da: 1) depositi persistenti di fibrina; 2) ritardo di endotelizzazione; 3) infiammazione cronica, e 4) persistente attivazione piastrinica All’interno del segmento si riscontra tipicamente una eterogeneità nel grado di guarigione. La risposta infiammatoria ai residui polimerici svolge un ruolo importante e potrebbe essere aspecifica (prevalentemente monocito-macrofagica) o associata a ipersensibilità. Il fallimento dei primi modelli preclinici nel predire in modo adeguato il DAH nell’uomo è stato un problema rilevante. I DES di seconda generazione tentano di risolvere il problema del DAH utilizzando stent con una struttura più sottile, un minor carico di farmaco e polimeri più biocompatibili. Attualmente lo sviluppo è focalizzato verso rivestimenti polimerici biodegradabili, che offrono l’invitante prospettiva di un rilascio controllato del farmaco senza possibili effetti collaterali associati al polimero. Questa revisione sottolinea il ruolo dei rivestimenti polimerici nel determinare l’efficacia dei DES, riassume le evidenze precliniche e cliniche che associano i rivestimenti polimerici con il DAH, e valuta la prospettiva di DES di terza generazione senza polimeri o con polimeri biodegradabili.

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