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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2009 June;57(3):285-9

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Sicurezza e risultati a lungo termine della chiusura transcatetere del forame ovale pervio in pazienti affetti da trombofilia

Rigatelli G. 1, Dell’Avvocata F. 1, Giordan M. 1, Camerotto A. 2, Panin S. 1, Ronco F. 1, Cardaioli P. 1

1 Section of Adult Congenital and Adult Heart Disease Cardiovascular Diagnosis and Endoluminal Interventions Rovigo General Hospital, Rovigo, Italy
2 Laboratory Medicine Trecenta “San Luca” Hospital, Rovigo, Italy


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Obiettivo. I trial riguardanti la chiusura transcatetere del forame ovale pervio (patent foramen ovale, PFO) attualmente presenti in letteratura, tendono a escludere i pazienti con trombofilia per il rischio correlato alla trombosi della protesi. Nella presente indagine gli autori hanno valutato retrospettivamente i risultati a breve e medio termine della chiusura transcatetere di PFO in questo particolare sottogruppo di pazienti.
Metodi. Tra dicembre 2006 e dicembre 2008, 30 pazienti su 98 consecutivamente inviati presso il centro per chiusura di PFO transcatetere, avevano anomalie della coagulazione (età media 40±10,9 anni, 23 pazienti erano di sesso femminile), tra cui mutazione del fattore V Leiden, fattore X, VIII, proteina C, S, fattore MHFTR, anticorpi anti-fosfolipidi e anti-cardidlipina, iperomocisteinemia. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a screening preintervento con ecografia transesofagea, risonanza magnetica del cervello, e studio ecografico intracardiaco.
Risultati. Il successo procedurale è stato ottenuto nel 100% dei casi senza differenza statistica nel numero di complicanze rispetto ai pazienti senza trombofilia: in particolare, nel corso del follow-up non si sono registrati eventi come trombosi della protesi o ischemia cerebrale. È stato altresì notato che i pazienti con trombofilia hanno una maggior incidenza di ASA, emicrania con aura, e trombosi venosa profonda rispetto ai pazienti senza anomalie della coagulazione.
Conclusioni. In conclusione, nonostante la piccola popolazione indagata, questo studio suggerisce che i pazienti con trombofilia non dovrebbero essere esclusi dai trial; questi pazienti presentano, infatti, potenzialmente un rischio più elevato di embolismo paradosso rispetto alla popolazione generale e la chiusura transcatetere è sicura ed efficace come nei pazienti senza anomalie della coagulazione, senza necessità di terapia farmacologia addizionale oltre all’aspirina.

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