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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  CELLULE STAMINALI CARDIACHE: QUALE IL FUTURO


Minerva Cardioangiologica 2009 April;57(2):203-17

lingua: Inglese

Meccanismi che regolano la funzione di direzionamento delle cellule progenitrici nell’infarto del miocardio

Schlüter K.-D. 1, Maxeiner H. 2, Wenzel S. 1

1 Justus-Liebig University Physiological Institute, Gießen, Germany
2 Justus-Liebig Universit Gießen und Marburg University Hospital Unit of Anesthesiology Intensive Medicine and Pain Therapy Gießen, Germany


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La terapia cellulare è diventata una nuova e attraente alternativa per il trattamento della malattia cardiaca e dello scompenso cardiaco. Nonostante sia stato dimostrato in vitro e in vivo che il differenziamento di cellule non differenziate (cellule progenitrici) in cardiomiociti sia possibile persino nei cuori adulti, il potenziale uso di tali processi di transdifferenziamento è limitato dal ridotto numero di cellule che si direzionano verso il miocardio e attecchiscono, completando il processo di transdifferenziamento. Pertanto, il reclutamento cellulare nel cuore danneggiato è una sfida importante per migliorare qualsiasi terapia cellulare. Questo processo richiede il direzionamento e l’attecchimento delle cellule staminali o progenitrici. Le principali strategie per migliorare il direzionamento delle cellule staminali o progenitrici sono basate su un miglioramento della mobilizzazione delle cellule staminali o progenitrici a partire dal midollo osseo. Le strategie di successo sono quelle che utilizzano G-CSF (granulocyte colony-stimulating factor). Ma nonostante la mobilizzazione delle cellule abbia indubbiamente successo, non è stato trovato alcun effetto rilevante sull’emodinamica. Sono quindi necessarie delle alternative e studi sperimentali utilizzano ormone paratiroideo, statine, eritropoietina e altri fattori in aggiunta o in alternativa al G-CSF. Benché ciascuna di queste procedure abbia un effetto sulla mobilizzazione e sul direzionamento cellulare, nessuno di questi studi ha fornito un’evidenza diretta che da tali strategie ci si possa aspettare un rilevante miglioramento rispetto alla migliore terapia farmacologia standard. In conclusione, il miglioramento del direzionamento delle cellule staminali è un importante sfida nello sviluppo di terapie cellulari di successo, ma non ancora perfezionato per uno stato clinico rilevante. Verranno qui discussi i concetti alla base delle differenti strategie.

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