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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2009 Aprile;57(2):165-74

 ARTICOLI ORIGINALI

La presenza/assenza di fattori di rischio può compromettere l’efficacia del training fisi-co in pazienti con claudicazione intermittente?

Leone A., Laudani R., Definite G., Martini, G. M. Andreozzi

1 Vascular Rehabilitation Unit, “Casa di Cura Carmide” Rehabilitation Clinic, Catania, Italy
2 Angiology Care Unit, University Hospital Padua, Italy

Obiettivo. La correzione dei fattori di rischio dell’aterosclerosi è un’imprescindibile condizione per ottenere la massima efficacia e durata dei risultati di ogni intervento terapeutico (farmacologico e chirurgico) nel trattamento della claudicazione intermittente. Scopo di questo studio è stato verificare se la presenza/assenza di fattori di rischio e il loro grado di compenso condiziona la risposta del paziente con claudicazione intermittente al training fisico controllato.
Metodi. La distanza di claudicazione iniziale (initial claudication distance, ICD), la distanza assoluta (absolute claudication distance, ACD) e il tempo di recupero (recovery time, RT) sono stati misurati mediante treadmill test massimale in 74 pazienti claudicanti. Le misure sono state ripetute dopo 18 giorni di training fisico controllato (deambulazione quotidiana per 1-2 km o per almeno 30 min) in frazioni pari al 60-70% della capacità deambulatoria misurata mediante treadmill test sotto-massimale. I pazienti arruolati sono stati stratificati in 7 gruppi e 18 sottogruppi (non fumatori, fumatori, ex-fumatori, non diabetici, diabetici compensati e diabetici scompensati, normolipemici, ipercolesterolemici compensati e ipercolesterolemici scompensati, pazienti normopeso, sovrappeso e con obesità lieve, ipertesi e normotesi, pazienti con e senza pregresso infarto miocardico o TIA/stroke). La media e l’errore standard di ICD ACD e RT di ogni gruppo e sottogruppo, prima e dopo i 18 giorni di training, sono stati calcolati e confrontati mediante il test t di Student. Sui valori pre- e post-training di ICD ACD e RT di ogni gruppo è stata eseguita l’analisi multivariata della varianza (ANOVA). Tutte le analisi statistiche sono state considerate significative per un valore di P < 0,05.
Risultati. ICD è aumentato da 55,12 a 121,86 m, ACD da 103,16 a 191,58 m, TR è diminuito da 204,04 a 87,46 s, confermando la significativa (P<0,0001) efficacia del training fisico controllato sulla capacità di marcia del claudicante. Il confronto tra i delta (valore pre meno valore post) di ogni sottogruppo non ha mostrato differenze significative. L’analisi multivariata della varianza dei valori pre e post di ICD ACD e RT di ogni gruppo di fattori di rischio è stata inferiore a 0,05, dimostrando che i fattori di rischio non influenzano il risultato del training.
Conclusioni. Il training fisico controllato si conferma un mezzo efficace per il trattamento della claudicazione intermittente. Non abbiamo trovato alcuna differenza significativa nella risposta al training correlabile con la presenza, l’assenza e lo stato di compenso dei fattori di rischio considerati, e possiamo concludere con l’importante considerazione che il training fisico controllato è l’unica terapia per il paziente claudicante indipendente dall’intervento sui fattori di rischio.

lingua: Inglese


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