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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2009 Febbraio;57(1):1-6

lingua: Inglese

Risultati a lungo termine della rivascolarizzazione con DES o BMS della malattia del tronco comune non protetto

Capodanno D., Di Salvo M. E., Capranzano P., Seminara D., Caggegi A., Barrano G., Tamburino C.

Department of Cardiology, University of Catania Ferrarotto Hospital, Catania, Italy


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. La stenosi del tronco comune non protetto (TCNP) è considerata un’indicazione standard per la rivascolarizzazione chirurgica del miocardio. Tuttavia, alcuni studi hanno dimostrato che lo stenting del TCNP è sicuro e fattibile in pazienti selezionati. Gli stent medicati (drug eluting stents, DES) si sono dimostrati superiori a quelli tradizionali (bare metal stents, BMS) nella riduzione della restenosi e degli eventi cardiaci avversi maggiori (major adverse cardiac events, MACE) sia durante il ricovero che nel follow-up, dopo il trattamento della malattia del TCNP. Numerosi studi hanno indicato che la prognosi a medio termine dei pazienti sottoposti a stenting del tronco comune è buona, ma la maggior parte di questi studi è limitata dall’esecuzione su piccole coorti di pazienti e dalla disponibilità dei risultati solo a medio termine. Pertanto, abbiamo deciso di valutare l’impatto a più lungo termine dell’impianto di DES o BMS in una vasta coorte di pazienti sottoposti a stenting della malattia del TCNP presso il nostro centro.
Metodi. Fra il giugno 2002 e il giungo 2008, un totale di 354 pazienti consecutivi affetti da stenosi del TCNP sono stati trattati con intervento percutaneo e impianto di BMS (N.=53) o DES (N.=301). Abbiamo utilizzato un sistema di aggiustamento multivariato allo scopo di correggere per le differenze basali tra i gruppi.
Risultati. Il follow-up clinico medio è stato di 551±512 giorni. Complessivamente, il tasso di MACE è risultato significativamente inferiore nel gruppo DES (16,6% vs 26,4%, P=0,02). L’effetto favorevole è stato determinato da una riduzione dei decessi (6% vs 9,4%, P=0,11), infarto miocardico (2,7% vs 3,8%, P=0,33) e rivascolarizzazione del vaso target dopo impianto del DES (9% vs 15,1%, P=0,11). Dopo aggiustamento per i predittori indipendenti di eventi avversi, i valori di hazard ratio (HR) aggiustati e relativi al rischio di mortalità e di infarto miocardico dopo impianto di DES rispetto all’impianto di BMS sono risultati rispettivamente pari a 0,99 (95% IC 0,30-3,21, P=0,98) e 0,59 (95% IC 0,01-3,45, P=0,56). Il valore di HR aggiustato relativo ai MACE a due anni è stato pari a 0,50 (95% IC 0,25-1,02, P=0,056), principalmente determinato da una riduzione statisticamente significativa della rivascolarizzazione del vaso target (HR 0,30, 95% I.C. 0,11-0,82, P=0,018).
Conclusioni. I pazienti con malattia del TCNP trattati con DES presentano una riduzione significativa nel tasso di rivascolarizzazione della lesione target, senza un aumento del rischio di morte o di infarto miocardico.

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