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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2008 Ottobre;56(5):557-70

lingua: Inglese

Attività fisica nella prevenzione e nella riabilitazione: quale modalità di allenamento è la migliore?

Chicco A. J.

Department of Health and Exercise Science College of Applied Human Sciences Colorado State University, Fort Collins, CO, USA


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L’attività fisica è un modo ben documentato di ridurre il rischio e le conseguenze di quasi tutte le patologie cardiovascolari. Numerosi regimi di allenamento fisico sono stati utilizzati, con vari gradi di successo su outcome selezionati. Resta tuttavia da definire quale regime di allenamento determini il massimo beneficio. Poiché la patologia cardiovascolare non costituisce una singola condizione, ma spesso rappresenta un conglomerato di comorbilità associate che aumentano il rischio di mortalità cardiovascolare, non esiste un singolo programma di allenamento che sia ottimale in tutti gli individui e le condizioni. Il modo, la frequenza e la durata dell’allenamento devono essere personalizzate, considerando per ciascun individuo non solo lo stato rischio attuale di malattia, ma anche le capacità e limitazioni fisiche individuali, gli obiettivi e le preferenze personali, allo scopo di ottenere i benefici ottimali ed una compliance soddisfacente a lungo termine. L’obiettivo di questa revisione è di fornire una rassegna degli studi clinici ed epidemiologici che hanno esaminato i benefici di vari regimi di allenamento, focalizzando sul modo di allenamento (aerobico, di intervallo o di resistenza), l’intensità ed il volume dell’esercizio e le varie modalità di allenamento (es. cammino, cicloergometro o attività aerobica in acqua), discutendo brevemente gli aspetti riguardanti la sicurezza dei pazienti e la compliance. L’obiettivo del lavoro è quello di presentare ai medici l’attuale stato della ricerca in questo campo, facilitando un approccio maggiormente evidence-based alla prescrizione dell’esercizio fisico per gli individui con e senza patologia cardiovascolare.

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