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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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Minerva Cardioangiologica 2008 October;56(5):453-60

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Metanalisi degli outcome a 5 anni di CABG versus PCI e stenting nei pazienti con malattia multivasale

Athappan G. 1, Vinodhkumaradithyaa A. 2, Srinivasan M. 2, Jeyaseelan L. 3, Ponniah T. 2

1 Caritas St Elizabeth Medical Center Tufts School of Medicine, Boston, MA, USA
2 Madurai Medical College, Madurai, India
3 Christian Medical College, Vellore , India


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Obiettivo. L’obiettivo di questa metanalisi è stato di esaminare in modo sistematico e di sintetizzare i dati esistenti sugli outcome a lungo termine del bypass arterioso coronarico (CABG) e dell’angioplastica con stenting multipli (PCI) nei pazienti con malattia coronarica multivasale.
Metodi. Sono stati inclusi nella metanalisi tre studi clinici randomizzati controllati di CABG contro stenting, con follow-up di 5 anni ed un numero totale di 2.063. L’endpoint primario dello studio è stato l’assenza di eventi cardiovascolari maggiori a 5 anni.
Risultati. Dopo 5 anni di follow-up, il 42,81% dei pazienti trattati con PCI-stenting contro il 20,81% dei pazienti trattati con CABG hanno raggiunto l’endpoint clinico primario (rischio relativo 2,16, intervallo di confidenza 95% 1,38-3,38). La ripetizione di procedure di rivascolarizzazione si è avuta più frequentemente nei pazienti trattati con PCI rispetto a quelli trattati con CABG (30,29% contro 7,45%, RR 4,47 e 95% CI 2,75-7,29). Il tasso di infarto miocardico non fatale (6,6% contro 6,2%, RR 1,00 e 95% CI 0,58-1,70) è risultato pressoché uguale nei due gruppi, mentre la mortalità (9,3% contro 7,4%, RR 1,50 e 95% CI 0,61-3,66) è risultata lievemente maggiore nei pazienti trattati con PCI rispetto a quelli trattati con CABG.
Conclusioni. Cinque anni dopo la procedura iniziale, non vi è un beneficio del CABG sulla PCI in termini di sopravvivenza, ma gli eventi cardiovascolari maggiori e la necessità di nuove procedure di rivascolarizzazione sono più alte dopo PCI.

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