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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2008 Agosto;56(4):417-28

lingua: Inglese

Neuropatica autonomica cardiovascolare in pazienti africani affetti da HIV

Compostella C. 1, Compostella L. 2, D’Elia R. 1

1 Institute of Infectious Diseases University of Padua, Padua, Italy
2( former) Day Hospital for HIV/AIDS Health Centre of Homoine, Inhambane/Mozambique


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Obiettivo. È noto che l’infezione da HIV provoca neuropatia autonomica cardiovascolare (cardiac autonomic neuropathy, CAN), ma tuttora esistono pochi dati riguardo alla sua prevalenza, specialmente in pazienti dell’Africa Sub-Sahariana, nonostante la elevatissima prevalenza di AIDS in tale popolazione. Gli autori hanno studiato i tassi di prevalenza di CAN in una popolazione di pazienti Africani HIV-positivi, non in trattamento antiretrovirale, e hanno analizzato la correlazione fra gravità dell’immunodeficienza e CAN.
Metodi. Trenta pazienti HIV-positivi e 11 controlli HIV-negativi sono stati sottoposti ad una batteria di test della funzione autonomica cardiovascolare, e sono stati calcolati lo score di Ewing-Clarke e lo stadio di gravità della CAN. Lo stato immunologico dei pazienti è stato valutato attraverso il conteggio dei linfociti CD4+.
Risultati. Durante respirazione ritmica di profondità normale, i pazienti hanno presentato intervalli RR di base più corti (739,2±136,0 vs 846,2±88,7 ms; P<0,05), con una correlazione inversa con i CD4, e una variabilità cardiaca ridotta (85,3±73,0 vs 123,0±46,2 ms; P<0,02). I pazienti con conteggi di CD4 più bassi hanno presentato alterazioni nei test dell’hand-grip e del cold-face; non è stata però riscontrata correlazione lineare fra risultati dei test e i conteggi dei CD4. Otto pazienti (27%) hanno ottenuto punteggi di Ewing-Clarke borderline; 9 pazienti sono risultati affetti da CAN di stadio iniziale (6 pazienti, 20%) o intermedio (3 pazienti, 10%).
Conclusioni. Segni di CAN correlata all’HIV sono presenti nel 30% dei pazienti Africani HIV+ da noi studiati, senza una correlazione diretta con il loro stato immunologico. Date la rilevanza del problema e la presenza di segni di CAN già al momento della prima diagnosi, in pazienti non ancora in trattamento, suggeriamo che i pazienti HIV-positivi siano sottoposti a screening autonomico, a causa delle possibili gravi complicazioni associate alla CAN.

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