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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2008 Agosto;56(4):391-9

 ARTICOLI ORIGINALI

Uso del dispositivo di assistenza ventricolare Impella Recover 2.5 in pazienti con shock cardiogeno o in pazienti sottoposti a procedure di rivascolarizzazione coronarica percutanea ad alto rischio: esperienza di centri ad elevata casistica

Vecchio S., Chechi T., Giuliani G., Lilli A., Consoli L., Spaziani G., Giannotti F., Margheri M.

Unit of Cardiology and Invasive Cardiology 2, Careggi Hospital, Florence, Italy

Obiettivo. L’angioplastica percutanea è sempre più utilizzata nei pazienti ad alto rischio. La disponibilità di dispositivi di supporto emodinamico costituisce un’opzione promettente per il trattamento e la prevenzione di sindromi a bassa portata in questi pazienti. L’obiettivo di questo studio è stato di valutare la fattibilità, la sicurezza e l’efficacia del dispositivo di supporto ventricolare sinistro Impella Recover 2.5 nei pazienti con shock cardiogeno o sottoposti a interventi di angioplastica a elevato rischio.
Metodi. Sono stati valutati 11 pazienti, di cui 6 con shock cardiogeno e 5 sottoposti a rivascolarizzazione percutanea programmata ad alto rischio. La pompa Impella è stata impiantata con successo in tutti i pazienti tranne uno. Dopo l’impianto, il dispositivo è rimasto correttamente posizionato nel ventricolo sinistro, in posizione stabile.
Risultati. Si sono verificati sanguinamenti in 7 pazienti (5 di essi presentavano shock cardiogeno), mentre insufficienza renale e trombocitopenia sono state osservate in 4 e in un paziente rispettivamente, tutti con shock cardiogeno. Durante le procedure ad alto rischio, la pompa Impella è stata efficace nell’ottenimento della stabilità emodinamica, mentre solo in 2 pazienti con shock cardiogeno il dispositivo ha determinato un significativo miglioramento delle variabili emodinamiche. Tutti i pazienti elettivi e 2 pazienti con shock cardiogeno sono stati dimessi dall’ospedale e sono sopravvissuti al trentesimo giorno di follow-up.
Conclusioni. Questi dati, sebbene preliminari a causa della limitata numerosità campionaria, dimostrano la fattibilità, la sicurezza e l’efficacia dell’uso del dispositivo Impella Recover 2.5 durante procedure percutanee ad alto rischio, anche se i benefici dell’uso profilattico di questo sistema devono essere ulteriormente valutati. L’uso della pompa Impella Recover 2.5 nei pazienti con shock cardiogeno è fattibile e sicuro. Tuttavia, tale approccio può essere insufficiente per risolvere il quadro di uno shock cardiogeno avanzato che, probabilmente, richiede il trattamento con dispositivi di assistenza ventricolare sinistra più potenti.

lingua: Inglese


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