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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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Minerva Cardioangiologica 2008 February;56(1):117-25

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Stent medicati nei pazienti con insufficienza renale terminale

Weathers L. W., Ziada K. M.

Division of Cardiovascular Medicine Gill Heart Institute University of Kentucky, Lexington, KY, USA


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La cardiopatia ischemica (coronary artery disease, CAD) e gli eventi cardiaci acuti sono le più comune cause di morte nei pazienti con insufficienza renale terminale (end-stage renal disease, ESRD). Tuttavia, questi pazienti sono quasi sempre esclusi dai trial relativi alle innovazioni negli interventi medici e di rivascolarizzazione per la CAD. L’estrapolazione dei risultati dei trial a questo gruppo di pazienti ad alto rischio può non essere del tutto corretta, poichè il rapporto rischio-beneficio dei vari interventi è significativamente differente nei pazienti con funzionalità renale normale o alterata. A causa del loro rischio aumentato, i pazienti con ESRD sono frequentemente candidati ad interventi di rivascolarizzazione, nonostante l’assenza di solide evidenze che dimostrino un aumento della sopravvivenza od una riduzione negli eventi clinici. L’introduzione e l’uso degli stent medicati (drug-eluting stents, DES) ha determinato una drammatica riduzione nella rivascolarizzazione del vaso target, sfidando così gli algoritmi tradizionali, usati nella decisione clinica tra rivascolarizzazione percutanea e chirurgica. L’uso dei DES sembra avere di fatto superato le stesse indicazioni ottenute dai trial clinici in termini di efficacia e sicurezza, ed i cardiologi hanno nella pratica clinica ampiamente adottato questi nuovi strumenti, specie nei pazienti ad alto rischio. I pazienti con ESRD appartengono ai numerosi sottogruppi di pazienti in cui l’uso dei DES appare promettente, sebbene non vi sia alcun trial clinico conclusivo che supporti questa pratica. Il presente articolo discute i dati disponibili nella letteratura circa la prevalenza della CAD ed il suo impatto nei pazienti con ESRD, le difficoltà relative alla rivascolarizzazione coronarica in questi pazienti ed il ruolo potenziale dell’aggiunta dei DES alle opzioni terapeutiche disponibili.

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