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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2008 Febbraio;56(1):107-15

DES UPDATE 

 REVIEW

Aterectomia rotazionale seguita dall’impianto di stent medicato (Rota-DES): un approccio razionale per le lesioni coronariche complesse e calcifiche

Khattab A. A., Richardt G.

The Heart and Vascular Center Segeberger Kliniken GmbH Bad Segeberg, Germany

L’aterectomia rotazionale ha riguadagnato un interesse negli ultimi due anni dopo la sua quasi scomparsa dalla maggior parte dei centri di emodinamica per molti anni. Tale tecnica era stata abbandonata sulla base dei risultati studi condotti negli anni 90, che non avevano dimostrato un suo vantaggio nei risultati a lungo termine degli interventi di angioplastica percutanea. L’attuale revival di questa tecnica si associa all’uso degli stent medicati (DES). Questi dispositivi hanno infatto reso possibile trattare lesioni molto più complesse e pazienti ad alto rischio con l’angioplastica percutanea. Tuttavia, l’esperienza clinica concreta ha suggerito che l’uso off-label dei DES si associa ad un più alto tasso di trombosi di stent precoce e tardiva. Pertanto, si è posta ora una maggiore attenzione sull’iniziale tecnica di impianto dei DES, inclusa la preparazione aggressiva della lesione, allo scopo di facilitare il posizionamento e l’espansione dello stent. I pochi studi condotti con l’aterectomia rotatoria più DES hanno dimostrato risultati promettenti e nessuna riserva sulla sicurezza a lungo termine. In questi studi, è stata fatta l’osservazione che l’ablazione rotatoria precedente il posizionamento del DES possa in realtà determinare un effetto additivo sull’outcome a lungo termine rispetto al solo DES. È in corso uno studio multicentrico per la valutazione di tale effetto in lesioni coronariche complesse e calcifiche. Anche qualora questo concetto non fosse dimostrato, tuttavia, l’aterectomia rimane uno strumento efficiente per la preparazione di alcune lesioni, facilitando l’agevolezza di impianto del DES. Pertanto, i programmi di addestramento di interventistica coronarica dovrebbero includere questa tecnica, allo scopo di colmare il vuoto di formazione legato al temporaneo abbandono dell’aterectomia per molti anni. Sarebbero appropriati in tal senso corsi dedicati in centri con esperienza e lezioni simulate.

lingua: Inglese


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