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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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REVIEW  DES UPDATE


Minerva Cardioangiologica 2008 February;56(1):89-105

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Terapia percutanea delle lesioni biforcate nell’era degli stent medicati: una revisione

Presbitero P., Zavalloni D., Pagnotta P., Belli G., Rossi M. L., Gasparini G. L., Lisignoli V.

Saint Joseph’s Translational Research Institute Saint Joseph’s Hospital of Atlanta Atlanta, GA, USA


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Nonostante i recenti progressi nel campo dell’angioplastica coronarica percutanea (PCI), che hanno condotto ad una drammatica espansione nella complessità della procedura, le lesioni biforcate (BL) rappresentano ancora un’importante sfida per il cardiologo interventista. Lo sviluppo di placche aterosclerotiche nelle biforcazioni coronariche è favorito dalla turbolenza emodinamica e dall’elevato shear stress. Queste lesioni rappresentano il 15-20% di tutti gli interventi coronarici. Quando confrontati con gli interventi su lesioni non biforcate, le PCI su BL presentano un minore tasso di successo procedurale, più alti costi, più lunghe ospedalizzazioni e più elevati tassi di ristenosi clinica ed angiografica. La recente introduzione degli stent medicati (DES) ha condotto a minori incidenze di rivascolarizzazione della lesione target ed a riduzione della ristenosi del tronco principale in questo sottogruppo anatomico, quando confrontati con gli stent tradizionali non medicati (BMS). Tuttavia, i DES non hanno risolto il problema della PCI su BL e sono emerse diverse tecniche che utilizzano 1 o 2 stent. L’approccio prevalente sembra essere lo stenting del vaso principale con provisional stenting del ramo collaterale. Sebbene non sia stata identificata una tecnica definitiva di PCI su BL, l’approccio ottimale è verosimilmente lesione-specifico. Questo articolo presenta una revisione delle diverse modalità di trattamento di questo sottotipo di lesioni complesse, con particolare enfasi sull’uso dei DES e sui nuovi potenziali approcci terapeutici.

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