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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,695


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2007 April;55(2):167-98

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Stenosi carotidea sintomatica. Linee guida per la diagnosi e il trattamento. Approccio giuridico e medico-legale

Santovito D. 1, Iorio M. 2, Mastro F. 3, Conforti M. 1, Rispoli P. 1

1 Unit of Vascular Surgery Department of Medico-Surgical Disciplines University of Turin, Turin, Italy 2 Unit of Legal Medicine Department of Anatomy Pharmacology and Legal Medicine University of Turin, Turin, Italy 3 Lawyer, Turin, Italy


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Indirizzi normativi martellanti e la crescente sensibilità di pazienti e operatori hanno creato attenzione ed enfasi intorno al concetto di qualità. Termini un tempo del tutto sconosciuti come audit, peer review, accreditamento, ISO 9000, VRQ, miglioramento continuo della qualità, risk management sono diventati familiari, ma si corre il rischio che, non appena una parola guadagna in popolarità, perda in chiarezza. Sulla scia delle recenti pubblicazioni, il fenomeno dell’errore in medicina è stato inquadrato come il prodotto di un sistema sanitario ancora non ben orientato verso la gestione della qualità. Diventa necessario fare chiarezza su definizioni, conoscenze e procedure. Il dibattito mondiale sui rischi della chirurgia in Italia si è focalizzato sulla proposta di introdurre in sala operatoria sistemi di monitoraggio stretto dell’operato di ciascun membro del team, da quando il malato entra all’istante in cui ne esce. Per comprendere la dinamica dei casi dubbi, si deve partire da nuove concezioni che tolgano al chirurgo quella posizione di unico “sacerdote” nel “tempio” chirurgico e producano un processo di analisi di quanto viene effettivamente compiuto: questo significa, da un lato, una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie competenze, dall’altro la scansione esatta delle fasi spettanti a ciascun professionista sanitario. In questo dibattito si inseriscono le linee guide, prodotte dalle società scientifiche al fine di razionalizzare e migliorare l’assistenza sanitaria, attraverso raccomandazioni volte a ottimizzare l’efficacia e l’efficienza dell’intervento medico chirurgico, quale frutto di un’attenta valutazione scientifica e osservazione clinica. Tuttavia le loro criticità sono tali da non permettere sempre al medico chirurgo di usufruire di una garanzia medico-legale a copertura della propria condotta sanitaria e, inoltre, costituiscono un’arma a doppio taglio nelle aule giudiziarie, se non adeguatamente soppesate e criticamente valutate rispetto al caso specifico oggetto di censura o di imputazione. Difatti potrebbero essere “usate” quale strumento di accusa o di difesa in modo del tutto incongruo, in un campo dove i mass media tendono nell’immediato a colpevolizzare il medico, ma poi si dimenticano di riportare con la medesima enfasi l’assoluzione da ogni addebito. Nel presente articolo si analizzano le luci e le ombre delle linee guida, riferendosi quale esempio a quelle stilate dalla Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, redatte sulla base delle linee guida internazionali, in riferimento alla patologia stenosante carotidea sintomatica.

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