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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  INNOVAZIONI IN INTERVENTI ENDOVASCOLARI


Minerva Cardioangiologica 2007 February;55(1):105-14

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Utilità della risonanza magnetica cardiaca nella diagnosi di malattia coronaria

Futamatsu H. 1, Wilke N. 1, 2, Klassen C. 2, Angiolillo D. J. 1, Suzuki N. 1, Kawaguchi R. 1, Shoemaker S. 1, Siuciak A. 2, Bass T. A. 1, Costa M. A. 1

1 Division of Cardiology and Cardiovascular Imaging Core Laboratories, University of Florida Jacksonville, FL, USA 2 Division of Radiology, University of Florida Jacksonville, FL, USA


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La risonanza magnetica cardiaca (cardiac magnetic resonance imaging, cMRI) è una promettente metodica non invasiva per la diagnosi della malattia coronarica (coronary artery disease, CAD), che non richiede l’impiego di radiazioni ionizzanti né di mezzo di contrasto iodato. La cMRI permette di dimostrare la presenza di CAD mediante tecnica angiografica o, indirettamente, mediante valutazione della perfusione tissutale mediante stress. Mentre l’angiografia coronarica tramite cMRI rimane una tecnica sperimentale limitata a protocolli di ricerca, la valutazione della perfusione sotto stress in cMRI è ormai diffusamente impiegata in ambito clinico. Gli studi condotti hanno dimostrato una buona correlazione, nella diagnosi di CAD, tra i risultati della valutazione, in cMRI, della perfusione dopo stimolo con adenosina e quelli ottenuti dalla tomografia computerizzata ad emissione di singolo fotone o della tomografia ad emissione di positroni. Sono stati messi a punto metodi quantitativi di analisi della perfusione in cMRI nel tentativo di una interpretazione maggiormente oggettiva delle immagini ottenute. La standardizzazione di tali metodiche quantitative, meno operatore-dipendenti, sarebbe infatti di notevole utilità clinica e di ricerca. È stata confrontata la misurazione della riserva di perfusione miocardica (myocardial perfusion reserve, MPR), calcolata secondo il modello di deconvoluzione di Fermi, con tecniche ben consolidate di ricerca anatomica e funzionale della CAD. La MPR risulta l’indice quantitativo più accurato di diagnosi di CAD anatomicamente ed emodinamicamente significativa. Oltre alla valutazione funzionale della CAD, la cMRI fornisce informazioni sulla cinesi e la morfologia segmentaria e globale del ventricolo sinistro, sull’estensione e sull’interessamento trasmurale di eventuali aree di infarto e sulla vitalità del tessuto, informazioni che richiederebbero altrimenti l’esecuzione di svariati esami. Il presente articolo descrive gli attuali impieghi della cMRI nella valutazione dei pazienti affetti da CAD.

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