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Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

 

Minerva Cardioangiologica 2006 Dicembre;54(6):795-7

Giornate Nazionali di Angiologia XXVIII Congresso Nazionale SIAPAV
Roma, 15-18 Novembre 2006 

Aspetti organizzativi di un centro di flebologia: il modello toscano

Botta G.

Unità Operativa Semplice di Chirurgia Vascolare Venosa e Linfatica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Università degli Studi di Siena, Siena

L’Autore riferisce sull’organizzazione del Centro di Flebolinfologia dell’Università di Siena, diretto fin dal 1985 dal Prof. Sergio Mancini. Il Centro è dotato di 5 ambulatori, di propri strumenti per la diagnostica vascolare non invasiva, di una propria sala operatoria e di proprie apparecchiature per la riabilitazione flebologica. Attualmente in questo Centro, in cui lavora un gruppo di medici in parte già qualificati in ambito flebologico, in parte specialisti in formazione, vengono praticate ogni giorno più di 30 prestazioni di diagnostica vascolare strumentale sia in elezione, sia anche di urgenza per i pazienti provenienti dal Pronto Soccorso del Policlinico. Le prestazioni terapeutiche, sia per quanto riguarda l’attività flebologica di tipo chirurgico, sia la scleroterapia, sia la medicazione delle ulcere, vengono invece effettuate in giorni prestabiliti della settimana, fatta eccezione per eventuali urgenze. L’organizzazione articolata di un moderno Centro di Flebologia deve rispondere anzitutto alle esigenze dell’utenza, semplificando le procedure di accesso, diminuendo i tempi di attesa della prestazione diagnostica e terapeutica, facilitando i percorsi assistenziali e riducendo al minimo le interferenze con le comuni abitudini di vita, specie dei pazienti anziani. Nello stesso tempo deve favorire non solo la ricerca di base, ma anche e soprattutto la diffusione di nuove tecnologie, che vadano a ridurre i rischi operatori, riportando attenzione ed interesse su patologie considerate minori, ma suscettibili di ulteriori miglioramenti per quanto riguarda la qualità e l’efficienza delle cure.

lingua: Italiano


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