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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2006 Dicembre;54(6):743-52

lingua: Inglese

Ruolo dei peptidi natriuretici nei pazienti con scompenso cardiaco con particolare riferimento a quelli sottoposti a terapia resincronizzante cardiaca

Ricciardi G., Pieragnoli P., Colella A., Giaccardi M., Padeletti L., Abbate R., Gensini G. F., Michelucci A.

Department of Medical and Surgical Critical Care University of Florence, Italy


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Negli anni recenti i peptidi natriuretici hanno dimostrato la loro utilità per la valutazione dei pazienti con scompenso cardiaco. Dal momento che la loro utilizzazione clinica è stata approvata dalla Food and Drug Administration (novembre 2000), le valutazioni effettuate indicano che circa l’83% degli ospedali negli Stati Uniti sono soliti dosare i peptidi natriuretici nell’ambito clinico. Sebbene il loro dosaggio sia stato utilizzato inizialmente come ausilio per una rapida diagnosi dei pazienti con dispnea, arrivati in emergenza, successivamente è sato usato per diagnosticare quelli con disfunzione ventricolare sinistra sintomatica o asintomatica e per accertare la presenza di scompenso cardiaco. La valutazione dei peptidi natriuretici è attualmente inclusa sia nelle linee guida per la diagnosi e il trattamento dello scompenso cardiaco sia nel documento italiano che stabilisce il consenso circa l’uso clinico degli stessi (una tabella comparativa è riportata in questo articolo). Le raccomandazioni indicano che il dosaggio può essere considerato utile per escludere lo scompenso cardiaco in emergenza anche se stabiliscono che il suo valore per il monitoraggio della terapia e per la valutazione prognostica deve ancora essere stabilito con certezza. Negli ultimi anni è stata introdotta la terapia resincronizzante cardiaca come nuova modalità di trattamento per i pazienti con scompenso cardiaco sistolico. Numerosi studi suggeriscono che la concentrazione plasmatica dei peptidi natriuretici risulta con sempre maggiore evidenza un parametro molto utile per la valutazione e il monitoraggio dei pazienti sottoposti a terapia resincronizzante cardiaca. Lo scopo di questo articolo è riassumere i dati ottenuti nei pazienti con scompenso cardiaco e, in particolare, indicare come il dosaggio di queste sostanze potrebbe essere utilizzato in un futuro prossimo per stabilire in modo obiettivo gli effetti della terapia resincronizzante (identificazione dei pazienti “responders”). In conclusione, se ulteriori studi confermeranno i dati precedenti, sarà possibile che la valutazione dei peptidi natriuretici consenta di scegliere la migliore terapia nel singolo paziente con scompenso cardiaco e, quindi, di ridurre il numero degli insuccessi.

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