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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2006 Ottobre;54(5):557-69

 REVIEW

Come trattare i pazienti diabetici con malattia coronarica multivasale dell’era dello stent medicato?

Pagnotta P. 1, Cabbavale M. 2, Briguori C. 2,3

1 IRCCS Humanitas, Rozzano, Milan, Italy
2 Laboratory of Interventional Cardiology Mediterranea Clinic, Naples, Italy
3 “Vita-Salute” University School of Medicine San Raffaele Hospital, Milan, Italy

I pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 rappresentano il 25% circa di coloro che necessitano di un intervento di rivascolarizzazione miocardica. La scelta della strategia terapeutica nei pazienti diabetici è molto più difficile e controversa che nei pazienti non-diabetici: questo perchè la malattia aterosclerotica coronarica è molto più complessa e diffusa, la funzione del ventricolo sinistro è depressa, e molteplici fattori di rischio sono associati. I pazienti diabetici hanno una prognosi peggiore rispetto ai non-diabetici sia dopo intervento di rivascolarizzazione chirurgica (coronary artery bypass grafting, CABG) che percutanea (percutaneous coronary intervention, PCI). I grandi trial randomizzati condotti con la sola angioplastica con palloncino, che con l’impianto dello stent metallico hanno dimostrato che il trattamento chirurgico è superiore a quello percutaneo nei pazienti diabetici affetti da malattia aterosclerotica coronaria multivasale. Questo dato è riportato nelle linee guida internazionali, che in generale suggeriscono il trattamento chirurgico rispetto a quello percutaneo in questo sottogruppo di pazienti. Tuttavia, esiste una notevole variabilità di comportamenti nella pratica clinica quotidiana, che suggerisce la mancanza di un consensus clinico. Il vantaggio principale del trattamento chirurgico rispetto a quello per cutaneo (con impianto di stent metallico) nei pazienti diabetici è il minor rischio di nuovi interventi di rivascolarizzazione nel follow-up. Risultati promettenti ed incoraggianti sono stati ottenuti con gli stent medicati (drug eluting stent, DES). Gli studi effettuati sia con lo stent a rilascio di sirolimus (sirolimus eluting stent, SES) che quello a rilascio di paclitaxel (paclitaxel eluting stent, PES) hanno mostrato risultati favorevoli anche nei pazienti affetti da diabete mellito. Infatti la restenosi intrastent è molto più bassa rispetto allo stent metallico tradizionale. Dati preliminari di confronto tra CABG e DES nel trattamento di pazienti diabetici affetti da malattia aterosclerotica multivasale sembrano suggerire che 1) non ci sono differenze significative ad 1 anno nel rischio di eventi maggiori quali la morte e l’infarto miocardico; 2) esiste una differenza del 7,1% nella incidenza di reinterventi di rivascolarizzazione ad 1 anno in favore del bypass e 3) la presenza delle complicanze microvascolari (specialmente la retinopatia) identifica un sottogruppo a prognosi sfavorevole sia dopo rivascolarizzazione chirurgica che percutanea.

lingua: Inglese


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