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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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Minerva Cardioangiologica 2006 April;54(2):249-55

lingua: Inglese

Left ventricular stroke work reserve as prognostic marker in severe heart failure

La Vecchia L.1, Varotto L. 1, Spadaro G. L. 1, Zanolla L. 2, Fontanelli A. 1

1 Department of Cardiology S. Bortolo Hospital, Vicenza, Italy
2 Department of Cardiology Borgo Trento Hospital, Verona, Italy


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Obiettivo. Con questo studio, abbiamo cercato di determinare se un approccio invasivo basato sulla cateterizzazione di Swan-Ganz, associato a uno stimolo farmacologico, possa aiutare a stratificare la prognosi in pazienti con scompenso cardiaco severo e indici uniformemente depressi di funzionalità cardiaca.
Metodi. Abbiamo studiato 31 pazienti consecutivi non selezionati trattati con dosi scalari di dobutamina (2,5-10 µg/kg/min) dopo una valutazione emodinamica basale. Dopo aver registrato le variazioni dell’indice di lavoro sistolico (SWI) dal valore basale fino ai valori di picco (riserva di lavoro sistolico, SWR), i pazienti sono stati classificati come responder (SWR sopra alla mediana) o non-responder alla dobutamina (SWR sotto la mediana). Sono stati inoltre registrati i dati di follow-up a un anno.
Risultati. Tutti i pazienti hanno completato il test di stimolazione con dobutamina senza complicanze. La dobutamina ha incrementato i valori di SWI da 17±9 a 26±13 g/battito/m2 (P<0,0001 rispetto al valore basale), con un incremento mediano di 6,4 g/battito/m2. Il valore di SWI basale non era correlato con la riserva di lavoro sistolico. L’unico fattore predittivo di responsività alla dobutamina era un minore volume telediastolico ventricolare sinistro (135±28 contro 205±90 ml/m2; P=0,007). Dopo un anno, solo 7 pazienti erano ancora vivi, mentre 10 avevano subito un trapianto cardiaco con successo. La sopravvivenza dei pazienti non trapiantati è stata del 47% nei responder contro lo 0% in quelli non responder (P=0,007). Nell’analisi multivariata, nessuno dei parametri emodinamici basali era predittivo di sopravvivenza. In questo modello, solo l’età e un SWR al di sopra della mediana erano predittori indipendenti significativi della sopravvivenza.
Conclusioni. Questo studio ci permette di trarre le seguenti conclusioni: 1) la mortalità ad un anno in casi di scompenso cardiaco severo rimane estremamente elevata; 2) la situazione emodinamica basale non è predittiva della sopravvivenza; 3) una risposta positiva alla dobutamina identifica un sottogruppo con mortalità ad un anno significativamente inferiore; 4) questa risposta è un predittore indipendente di sopravvivenza ed è più comunemente riscontrabile in presenza di un ventricolo sinistro meno dilatato.

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