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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  CLINICAL ADVANCES IN METABOLIC SYNDROME


Minerva Cardioangiologica 2006 April;54(2):173-94

lingua: Inglese

Metabolic syndrome in subjects with essential hypertension: relationships with subclinical cardiovascular and renal damage

Mulé G., Cottone S., Nardi E., Andronico G., Cerasola G.

Unit of Internal Medicine Department of Internal Medicine Cardiovascular and Nephro-Urological Diseases University of Palermo, Palermo, Italy
Regional Center for Arterial Hypertension and Prevention of Cardiovascular Diseases University of Palermo, Palermo, Italy


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È noto da tempo come l’ipertensione arteriosa faccia spesso parte di un’associazione di alterazioni antropometriche e metaboliche che comprendono l’obesità addominale (o viscerale), una peculiare dislipidemia (caratterizzata da bassi livelli di HDL colesterolo ed elevata trigliceridemia), l’iperglicemia e l’ipeuricemia. Queste alterazioni si aggregano con una frequenza più elevata di quanto atteso da un’associazione casuale, avvalorando l’idea dell’esistenza di un’entità clinica distinta che, nel corso degli anni, è stata variamente definita come sindrome plurimetabolica, quartetto mortale, sindrome dismetabolica, sindrome da insulino-resistenza, sindrome cardiometabolica e più recentemente sindrome metabolica. Negli ultimi anni alcune società scientifiche hanno proposto per la sindrome metabolica diverse definizioni operative, tra le quali quella suggerita dal National Cholesterol Education Program Expert Panel on Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Cholesterol in Adults (NCEP-ATP III) è la più semplice e la più comunemente utilizzata. La sindrome metabolica è estremamente frequente in tutto il mondo. Tale elevata prevalenza è preoccupante, in quanto crescenti evidenze epidemiologiche indicano che la sindrome metabolica, anche in assenza di diabete mellito di tipo 2, si accompagna a un elevato rischio di eventi cardiovascolari e renali. Recentemente è stato dimostrato che l’impatto prognostico negativo della sindrome metabolica riguarda anche i soggetti ipertesi. Alcuni studi recenti hanno evidenziato un’elevata prevalenza di ipertrofia ventricolare sinistra, di disfunzione diastolica, di alterazioni aterosclerotiche precoci della carotide, di riduzione della distensibilità aortica, di retinopatia ipertensiva e di microalbuminuria nei soggetti ipertesi con sindrome metabolica. Poiché la maggior parte di tali segni precoci di danno d’organo subclinico sono ritenuti dei predittori indipendenti di eventi cardiovascolari e renali, il loro aumentato riscontro nei soggetti ipertesi con sindrome metabolica può contribuire a spiegare l’elevato rischio cardiovascolare e renale associato a tale sindrome.

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