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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2006 February;54(1):131-7

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Subcutaneous enoxaparin following thrombolysis and intravenous unfractionated heparin in ST-elevation acute myocardial infarction: safety and efficacy of low vs full dose

Rubboli A. 1, Gatti C. 2, Spinolo L. 2, Parollo R. 2, Spitali G. 2, Maresta A. 2

1 Cardiac Catheterization Laboratory Division of Cardiology Ospedale Maggiore, Bologna, Italy 2 Division of Cardiology S. Maria delle Croci Hospital, Ravenna, Italy


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Obiettivo. Nell’infarto miocardico acuto con sopraslivellamento di ST (IMASST) trattato con trombolitici fibrino-specifici è raccomandata la precoce somministrazione endovenosa di eparina non frazionata (ENF). L’eparina a basso peso molecolare Enoxaparina rappresenta attualmente un’alternativa a ENF da impiegare fino alla dimissione del paziente. Poiché tuttavia il dosaggio ottimale in questo ambito non è standardizzato, è stato condotto uno studio osservazionale di confronto su sicurezza ed efficacia di Enoxaparina a bassa (4 000 U/die) vs piena dose (100 U/kg ogni 12 h).
Metodi. Sono stati esaminati tutti i pazienti con IMASST trattati efficacemente con tenecteplase e ENF endovenosa e avviati al Laboratorio di Emodinamica per eseguire coronarografia predimissione nel periodo giugno 2002-novembre 2003. L’end-point primario era l’incidenza composita di emorragie e angina residua/reinfarto durante somministrazione di Enoxa-parina, mentre gli end-point secondari comprendevano l’incidenza di tromboembolia venosa (TEV) durante somministrazione di Enoxaparina e la pervietà dell’arteria relata all’infarto (ARI) alla coronarografia predimissione.
Risultati. Dei 123 pazienti esaminati, 57 (M/F 45/12, età media 65,8±8,1 anni) sono stati trattati con bassa dose, mentre 66 (M/F 45/21, età media 62,6±11,8 anni) hanno ricevuto la dose piena di Enoxaparina. L’incidenza dell’end-point primario è risultata simile nei 2 gruppi (19% vs 26%; P=NS). Nulla è stata l’incidenza di TEV, mentre la pervietà dell’ARI non è risultata significativamente diversa nei 2 gruppi (84% vs 86% TIMI 3 and 11% vs 9% TIMI 2; P=NS).
Conclusioni. Nei pazienti con IMASST ricanalizzati efficacemente con tenecteplase e ENF endovenosa, la somministrazione sottocutanea di Enoxa-parina a bassa dose appare preferibile alla dose piena, in virtù di una sicurezza e efficacia sovrapponibili e di una superiore facilità d’uso.

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