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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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  INTERVENTIONAL VASCULAR PROCEDURES


Minerva Cardioangiologica 2006 February;54(1):109-29

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Contrast-induced nephropathy: epidemiology and prevention

Bagshaw S. M., Culleton B. F.

1 Department of Intensive Care Austin Hospital, Heidelberg, Victoria, Australia 2 Department of Internal Medicine University of Calgary, Calgary, Alberta, Canada


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La nefropatia da mezzo di contrasto (NMDC) è una delle più comuni cause di insufficienza renale acuta iatrogena. Una NMDC periprocedura risulta in un rischio aumentato di necessità dialitica, ospedalizzazione prolungata, eccessivi costi sanitari, potenziale alterazione della funzionalità renale a lungo termine e mortalità. Noti fattori di rischio per la NMDC sono nefropatia pre-esistente, diabete mellito, scompenso cardiaco congestizio, malattia critica e volume di mezzo di contrasto somministrato. Le misure profilattiche per la prevenzione della NMDC rimangono controverse e di incerto significato. In questa revisione, presenteremo in modo critico l’evidenza disponibile sulla prevenzione della NMDC. In generale, ogni tentativo dovrebbe essere fatto per correggere un’eventuale deplezione di volume sottostante, sospendere sostanze potenzialmente nefrotossiche, correggere ogni forma coesistente di alterata funzionalità renale e, dove ciò non sia possibile, prendere in considerazione il posticipo della procedura o una modalità alternativa di diagnostica per immagini. Per minimizzare il rischio di NMDC, dovrebbe essere utilizzato il minimo volume possibile di mezzo di contrasto, se necessario tralasciando la ventricolografia sinistra ed eseguendo procedure seriate. Vi sono poche procedure di provata evidenza scientifica che riducano l’incidenza di NMDC. L’idratazione periprocedura e l’uso di mezzo di contrasto non ionico e iso-osmolare hanno dimostrato in modo ripetuto la loro efficacia. Per i pazienti ad alto rischio, alcuni studi suggeriscono un beneficio con la N-acetilcisteina. Studi clinici con antagonisti dell’adenosina sono incoraggianti. Tuttavia, maggiori evidenze sono ancora necessarie in merito. Sulla base degli studi disponibili, non vi è evidenza adeguata a favore dell’uso routinario di emofiltrazione, peptidi atriali natriuretici, calcio antagonisti o prostaglandine. Non vi è, inoltre, evidenza che supporti la profilassi con terapia diuretica, diuresi forzata, dopamina a bassa dose, fenoldopam, captopril o antagonisti recettoriali dell’endotelina. Nonostante i recenti passi avanti nelle conoscenze su epidemiologia, fisiopatologia e storia naturale della NMDC, poche procedure profilattiche o terapeutiche efficaci hanno dimostrato in modo conclusivo la capacità di ridurre l’incidenza della NMDC e nessuna terapia si è dimostrata efficace una volta che la NMDC si sia instaurata.

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