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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2005 October;53(5):473-84

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Carotid artery intervention

C. J. White


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La patologia aterosclerotica a carico dell'arteria carotide rappresenta uno dei maggiori fattori contribuenti all'incidenza di ictus, in particolar modo nei soggetti anziani. L'aterosclerosi è una malattia sistemica e i pazienti spesso presentano un coinvolgimento multisistemico di diversi distretti vascolari comprendenti i territori vascolari coronarici, cerebrali e periferici. La maggior parte degli ictus correlati alla arteriopatia carotidea sono di natura embolia, non occlusiva. I test di screening non invasivi, che comprendono l'ecografia, la TC angiografica e la risonanza magnetica angiografica, sono utili per identificare la patologia. Tuttavia, il punto di riferimento per quanto riguarda la diagnosi e l'instaurazione di un trattamento resta l'angiografia invasiva.
La terapia medica per ridurre il rischio di ictus comprende i farmaci antiaggregante piastrinici, in primo luogo l'aspirina a dosi comprese tra 81 e 325 mg/die. Il controllo della pressione arteriosa e l'uso terapeutico di statine è efficace nel ridurre l'incidenza di ictus. Rispetto all'aspirina, l'endoarterectomia carotidea è più efficace nel prevenire l'ictus in pazienti sintomatici (TIA o ictus) con diametro della stenosi >=50% e in pazienti asintomatici con diametro della stenosi >=60%. Nei pazienti con aumentato rischio di complicanze durante l'intervento chirurgico preventivo per l'ictus (endoarterecromia carotidea), gli stent carotidei si sono dimostrati un buon mezzo o addirittura migliori rispetto all'intervento chirurgico e in grado di migliorare il decorso.

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