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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2005 October;53(5):445-64

lingua: Inglese

Strategies to prevent contrast nephropathy

Oudemans-van Straaten H. M.


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La nefropatia da mezzo di contrasto rappresenta una causa comune di insufficienza renale acuta iatrogena. La sua incidenza aumenta con il sempre più maggior utilizzo intra-arterioso di mezzo di contrasto per procedure diagnostiche e interventistiche nei pazienti più anziani. L' obiettivo di questa revisione è quello di discutere i meccanismi e i fattori di rischio della nefropatia da mezzo di contrasto, di riassumere gli studi controllati che hanno valutato le misure di prevenzione e di fornire strategie preventive basate sull' evidenza. I meccanismi fisiopatologici della nefropatia da mezzo di contrasto hanno alla base la vasocostrizione intrarenale, che provoca ischemia della midollare, citotossicità diretta, danno tessutale di tipo ossidativi e apoptosi. La nefrotossiticità è correlata all' osmolalità, alla dose a alla via di somministrazione del mezzo di contrasto e compare solo se sono presenti fattori di rischio del paziente, quali una precedente insufficienza renale, una malattia cardiovascolare, la presenza di stress ossidativo e a seconda dell' utilizzo di certi farmaci. La nefropatia da mezzo di contrasto ha un impatto sulla morbidità e sulla mortalità. Nei pazienti a rischio vengono raccomandate le seguenti misure preventive: interrompere la somministrazione di farmaci potenzialmente nefrotossici, trattare la deplezione del volume intravascolare, idratare il paziente con bicarbonato di sodio (che sembra essere migliore rispetto al cloruro di sodio), limitare il volume del mezzo di contrasto e utilizzarne uno che abbia una bassa osmolalità. Inoltre, quando possibile, a partire dal giorno precedente somministrare N-acetilcisteina per os o, nel caso di interventi urgenti, teofillina 200 mg per via endovenosa (unica dose prima dell' intervento) o acido ascorbico ad alte dosi. Nei pazienti con grave insufficienza cardiaca e renale si può prendere in considerazione l' emofiltrazione periprocedurale; quest' ultima rappresenta l' unico intervento con provato miglioramento clinico. Per dimostrare se gli interventi farmacologici possano migliorare il decorso clinico sono necessari ampi studi clinici randomizzati controllati.

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