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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2005 Ottobre;53(5):379-402

 REVIEW

Progress in percutaneous management of coronary bifurcation lesions

Dzavík

Le lesioni delle biforcazioni sono state considerate come una delle sfide principali con le quali si sono dovuti confrontare i cardiologi interventisti sin dall'inizio degli interventi coronarici per via percutanea (PCI). La potenziale occlusione periprocedurale della branca laterale si è dimostrata significativa, tanto che sin dall'inizio si è cercato di proteggerla con una seconda guida e con il rigonfiamento di un palloncino, per cercare di minimizzare il rischio e di conseguenza di migliorare il tasso di successo della procedura in esecuzione e a medio termine. L'avvento della tecnica che utilizza gli stent ha significativamente migliorato la sicurezza dell'intervento, tuttavia l'occlusione della branca laterale continua a rappresentare una sfida. Sono state sviluppate diverse tecniche a stent singolo o con doppio stent, che hanno migliorato la sicurezza e i risultati a breve termine degli interventi coronarici per via percutanea che riguardano le branche laterali, tuttavia i successi a lungo termine continuano ad essere deludenti, a causa di una aumentata necessità di rivascolarizzazione della lesione bersaglio (TLR) e al maggior tasso di complicanze cardiache maggiori (MACE) a seguito di PCI eseguiti su lesioni della biforcazione. Tra le varie tecniche sono emerse quelle che utilizzano uno stent per il vaso principale e il palloncino per la branca laterale, gli stent a T e quelli a Y, compreso il Culotte. L'introduzione degli stent medicati sembra avere portato gli interventi per via percutanea a carico della biforcazione coronarica a un nuovo livello di efficacia a lungo termine. Sono stati sviluppati degli stent appositi per la biforcazione, per consentire un accesso più agevole alla branca laterale, tuttavia, questi hanno avuto, almeno per il omento, uno scarso impatto sulla pratica clinica e non sono stati adottati ampiamente. Sono state sviluppate nuove tecniche, quali lo crush stenting e le sue varianti, e in kissing balloon, specificamente per gli stent medicati. Il dibattito su quale sia la tecnica più efficace è ancora in corso. Mancano tuttavia studi randomizzati. È probabile che tutte le tecniche attualmente utilizzate abbiano un posto nella faretra dei cardiologi interventisti e che ognuna sia appropriata in un particolare scenario anatomico. Ciò non toglie che siano necessari studi clinici ben disegnati, randomizzati, che valutino le varie tecniche di intervento sulla biforcazione, specie nel caso di lesioni complesse di quest'ultima.

lingua: Inglese


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