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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2005 August;53(4):299-312

lingua: Inglese

Atrial fibrillation and heart failure comorbidity

Schuchert A.


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La fibrillazione atriale e l'insufficienza cardiaca hanno in comune il fatto che colpiscono principalmente i pazienti più anziani e che tali pazienti presentano una cardiopatia sottostante simile. La prevalenza della fibrillazione atriale nei pazienti con insufficienza cardiaca varia dal 10% al 30%. Vi sono dati contrastanti sul fatto che la presenza di fibrillazione atriale rappresenti un predittore indipendente di aumentata mortalità in corso di insufficienza cardiaca. Un'ottima terapia medica dell'insufficienza cardiaca può migliorarne il decorso e può influenzare la relazione tra fibrillazione atriale e sopravvivenza. Le pietre miliari della gestione della fibrillazione atriale nei pazienti con insufficienza cardiaca sono rappresentate dall'ottimo trattamento di quest'ultima, dall'utilizzo di anticoagulanti per via orale, dalla personalizzazione del trattamento per controllare il ritmo o la frequenza cardiaca e dalla prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa. I pazienti con insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale dovrebbero assumere una terapia anticoagulante per via orale a lungo termine. Le due opzioni per trattare la fibrillazione atriale sono rappresentate dal controllo del ritmo e della frequenza cardiaca. Sulla base dei dati ottenuti da studi clinici randomizzati, il controllo del ritmo della fibrillazione atriale, con lo scopo di migliorare la sopravvivenza, non è giustificato nei pazienti con insufficienza cardiaca a causa dell'incertezza esistente circa il ruolo della fibrillazione atriale quale predittore di peggior prognosi e per dell'incertezza sulla sicurezza dei farmaci anti-aritmici. Il controllo del ritmo può essere tentato se si sceglie di controllare la frequenza cardiaca e se i sintomi persistono. Le indicazioni per il controllo del ritmo sono il controllo dei sintomi, che comprendono un deterioramento dell'insufficienza cardiaca a seguito della perdita della contrattitilità atriale. L'amiodarone sembra essere il farmaco di scelta per mantenere un ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale parossistica, così come nei pazienti che rientrano in ritmo sinusale dopo cardioversione. I nuovi approcci non farmacologici per il controllo del ritmo cardiaco, quali le tecniche che utilizzano cateteri, sembrano essere altamente efficaci. Il controllo della frequenza cardiaca per prevenire la fibrillazione atriale ad alta frequenza è un approccio accettabile in pazienti con insufficienza cardiaca altrimenti asintomatici. In molti pazienti, rallentando la frequenza ventricolare spesso si ottiene un modesto miglioramento della funzionalità ventricolare sinistra. La terapia standard per il controllo della frequenza nei pazienti con insufficienza cardiaca consiste nel blocco parziale del nodo atrio-ventricolare con diossina e un beta-bloccante. Anche l'amiodarone è altamente efficace nel ridurre la frequenza ventricolare nei pazienti con fibrillazione atriale. Quando la frequenza cardiaca non risponde alla terapia medica, il suo controllo può essere ottenuto con l'ablazione del nodo atrio-ventricolare e il successivo impianto di un pacemaker. I trattamenti non farmacologici per la prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa sono rappresentati dall'impianto di un defibrillatore.

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