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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2005 Aprile;53(2):147-52

lingua: Inglese

Surgical revascularization in the ischemic heart disease. Long-term results in a series of consecutive patients selected according to the principles

Meliga E., Orzan F., Chiribiri A., Oliaro E.


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Obiettivo. La cardiopatia ischemica può essere trattata mediante farmaci, angioplastica coronarica percutanea (PCI) oppure ancora mediante rivascolarizzazione chirurgica (CABG). Presso il nostro Istituto la decisione terapeutica dei casi che non richiedono un trattamento in urgenza, viene tradizionalmente presa durante una quotidiana riunione collegiale tenuta da clinici, cardiologi interventisti e cardiochirurghi, in base ai principi della medicina basata sull'evidenza. Scopo di questo lavoro è stato quello di valutare i risultati a lungo termine di una serie consecutiva di pazienti nei quali è stata proposta la terapia chirurgica dopo aver discusso il caso in una riunione collegiale. Metodi. Sono stati selezionati tutti i pazienti, non trattati precedentemente, ricoverati presso il nostro Istituto, per essere sottoposti a coronarografia, nel periodo compreso fra gennaio 1991 e dicembre 1997 e a cui era stato indicato un intervento di rivascolarizzazione chirurgica. Mediante il metodo di Kaplan-Meier è stata valutata la sopravvivenza e l'assenza di eventi quali: infarto miocardico non fatale, PCI, reinterventi di rivascolarizzazione chirurgica. Risultati. I risultati sono stati confrontati con quelli di trial randomizzati e con un esteso follow-up. Il periodo osservazionale medio è stato di 6,8 anni. I risultati a 5 e 10 anni sono stati i seguenti: sopravvivenza globale rispettivamente del 95,5% e 90,2%; assenza di infarto miocardico del 95,5% e 90,2% dei casi; assenza di reintervento chirurgico nel 98,6% e 97,1%; assenza di nuove PCI nel 91,2% e 79,8%; sopravvivenza libera da qualunque evento nel 79,3% e 58,1%. Questi risultati ottenuti dalla pratica quotidiana sono sovrapponibili a quelli di ampi trial clinici. Conclusioni. Nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica, se si adottano criteri basati sui dati dei trial clinici e delle linee guida per raccomandare l'intervento di rivascolarizzazione miocardica, ci si possono attendere risultati confrontabili con quelli dei trial clinici stessi, anche nei pazienti non selezionati nella pratica clinica quotidiana.

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