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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2005 Febbraio;53(1):7-14

 ARTICOLI ORIGINALI

No reflow e angioplastica primaria

Romano M., Buffoli F., Lettieri C., Aroldi M., Tomasi L., Baccaglioni N., Rosiello R., Zanini R.

Obiettivo. L'intervento coronarico percutaneo (percutaneous coronary intervention, PCI) è una strategia terapeutica consolidata per il trattamento dell'infarto miocardico acuto (IMA). Non sempre, però, un flusso TIMI 3 sottintende un'effettiva riperfusione tissutale. Scopo di questo studio è stato valutare l'incidenza e i fattori predittivi del fenomeno del no reflow nei pazienti sottoposti ad angioplastica (PCI) per IMA ad alto rischio, nell'ambito di una rete provinciale per l'emergenza cardiologica.
Metodi. In 360 pazienti consecutivi trattati nel periodo 2001-2004 con PCI primaria, sono stati analizzati retrospettivamente gli elettrocardiogrammi (ECG) eseguiti prima e dopo la procedura (90 min), confrontandoli con i dati angiografici.
Risultati. I pazienti sono stati divisi in 2 gruppi: gruppo A (76% riperfusi) con riduzione del ST > del 50% e gruppo B (24% no reflow) con riduzione del ST inferiore al 50% ma con flusso TIMI 3 nel vaso epicardico. I 2 gruppi erano confrontabili per età; sesso; diabete e sede dell'IMA. Vi era differenza statisticamente significativa per quanto riguarda: tempo preospedaliero, classe di Killip IV, frazione d'eiezione, conta leucocitaria media, proteina-C reattiva e pretrattamento con Abciximab. La mortalità totale è stata del 6%. La mortalità del gruppo B era 16% vs 3% del gruppo A.
Conclusioni. Una discreta percentuale di pazienti (24%) con flusso TIMI 3 dopo PCI primaria non presentava segni elettrocardiografici di riperfusione con una mortalità intraospedaliera maggiore. Il tempo precoronarico e il substrato flogistico infiammatorio rappresentano importanti fattori predittivi indipendenti di no reflow. Il pretrattamento con abciximab rappresenta un'importante terapia per la prevenzione di tale fenomeno.

lingua: Inglese, Italiano


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