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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2004 Dicembre;52(6):491-504

SCOMPENSO CARDIACO 

Heart failure in diabetes mellitus: causal and treatment considerations

Sander G. E., Wilklow F. E., Giles T. D.

Le anormalità metaboliche associate al diabete mellito esitano in complicazioni microvascolari e macrovascolari coinvolgenti multipli sistemi d'organo; l'impatto cardiovascolare è l'aspetto che maggiormente rende conto della maggiore morbidità e mortalità associata a questa malattia. L'insufficienza cardiaca, sia con funzione sistolica ridotta che conservata, è una complicanza maggiore, derivante dalla frequente associazione con l'aterosclerosi coronarica, l'ipertensione e da una specifica disfunzione della muscolatura cardiaca (cardiomiopatia) che compare indipendentemente dalla coronaropatia. L'iperglice-mia, la resistenza all'insulina e l'ipertensione, assieme all'attivazione dei sistemi renina-angiotensina-aldosterone, a livello sia tessutale che circolatorio, contribuiscono alla fibrosi strutturale e alla neuropatia coinvolgente il sistema nervoso autonomo. Nel decorso del diabete sia di tipo 1 che 2 diventa quindi imperativo identificare precocemente le anormalità cardiache, per consentire un intervento precoce e aggressivo per controllare la glicemia e la pressione arteriosa e per normalizzare il profilo lipidemico. I pazienti diabetici dovrebbero essere trattati per prevenire disturbi secondari, mantenendone la pressione arteriosa al di sotto di 130/80 mmHg e i valori di LDL inferiori a 100 mg/dL. Gli inibitori dell'enzima convertente l'angiotensina, i bloccanti dei recettori per l'angiotensina, i b-bloccanti, alcuni bloccanti del canale del calcio, le statine e l'aspirina hanno dimostrato di ridurre significativamente la morbidità cardiovascolare e la mortalità conseguente nei pazienti diabetici.

lingua: Inglese


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