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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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REVIEW  FIBRILLAZIONE ATRIALE


Minerva Cardioangiologica 2004 Aprile;52(2):125-40

lingua: Inglese

Antithrombotic therapies for stroke prevention in atrial fibrillation

Economides Muñoz C., Singh B. N.


PDF  ESTRATTI


Attualmente la fibrillazione atriale rappresenta la patologia del ritmo cardiaco che causa il più elevato numero di ricoveri in ospedale, dal momento che questo tipo di aritmia è responsabile di tassi di morbilità e di mortalità significativi. In particolare, è importante sottolineare che questo tipo di aritmia si associa a una elevata incidenza di episodi di tipo tromboembolico, i quali possono determinare ischemie cerebrali fortemente disabilitanti e talora letali. In passato si riteneva che nei pazienti con fibrillazione atriale fosse possibile prevenire lo sviluppo di un ictus cerebrale attraverso il ripristino e il mantenimento del ritmo sinusale, ma quest'ipotesi non è stata validata da studi clinici controllati. D'altra parte, nell'arco di diversi decenni, si è stabilito che un'appropriata terapia anticoagulante, in particolare con il warfarin, nei casi di fibrillazione atriale di tipo non valvolare è in grado di ridurre l'incidenza dell'ictus cerebrale del 70% e la mortalità del 26%. L'aspirina è in grado di ridurre il tasso di incidenza dell'ictus cerebrale del 26% e la mortalità del 10% circa. Pertanto, gli anticoagulanti orali sono diventati il cardine della terapia per la prevenzione dell'ictus cerebrale nei pazienti con fibrillazione atriale; la sicurezza e l'efficacia di questa terapia sono state stabilite mediante studi clinici controllati. Inoltre, sulla base della presenza di specifici fattori di rischio, è stato individuato un sottogruppo di pazienti con fibrillazione atriale in cui la terapia anticoagulante orale è indispensabile. Attualmente il warfarin rappresenta il farmaco anticoagulante di prima scelta, nonostante presenti numerosi limiti, come la presenza di interazioni farmacologiche, il ristretto indice terapeutico, che richiede un attento monitoraggio dell'intensità della scoagulazione, e altri problemi, che ne limitano la compliance. Nella presente review viene discusso il ruolo svolto dal warfarin nella prevenzione dell'ictus cerebrale nei pazienti con fibrillazione atriale, in quanto premessa per lo sviluppo di nuovi farmaci anticoagulanti. Questa tematica presenta una particolare importanza per i pazienti in età avanzata, per i quali lo sviluppo di terapie antitrombotiche sicure costituisce un serio problema. In questo contesto, il ruolo potenziale degli inibitori diretti della trombina si rivela essere particolarmente promettente per il futuro; vengono qui discussi i dati che si vanno accumulando circa i composti più importanti appartenenti a questa classe terapeutica, che possono entrare in competizione con il warfarin.

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