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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2004 Aprile;52(2):111-24

FIBRILLAZIONE ATRIALE 

 REVIEW

Atrial fibrillation and cardioembolic stroke

Ferro J. M.

La complicanza più invalidante della fibrillazione atriale è rappresentata dall'ischemia cerebrale. Nei soggetti in età avanzata, la fibrillazione atriale costituisce da sola la causa principale dell'insorgenza di ictus cerebrale. Il rischio di ictus cerebrale risulta essere aumentato di almeno 6 volte nei soggetti con fibrillazione atriale. Le ischemie cerebrali che colpiscono i pazienti con fibrillazione atriale solitamente sono gravi, si associano a un rischio più elevato di mortalità e possono presentare recidive precoci e tardive. L'origine cardiaca dell'ictus cerebrale può essere facilmente dedotta dai dati anamnestici, dall'esame obiettivo e dai risultati ottenuti con le neuroimmagini. La fibrillazione atriale parossistica costituisce un'importante causa di embolia cerebrale spesso difficile da documentare. Tra i fattori di rischio per l'ictus cerebrale nei pazienti con fibrillazione atriale figurano: gli episodi pregressi di tipo embolico (compresi gli attacchi ischemici transitori e gli ictus ischemici pregressi), l'età superiore ai 65 anni, la patologia cardiaca di tipo strutturale, la malattia reumatica o un'altra importante patologia valvolare cardiaca, le protesi valvolari di tipo artificiale, l'ipertensione arteriosa, lo scompenso cardiaco e le alterazioni della funzionalità sistolica ventricolare sinistra, il diabete e le coronaropatie. Tutti i pazienti con fibrillazione atriale che manifestano attacchi ischemici transitori o ictus cerebrali presentano formalmente un'indicazione alla terapia anticoagulante a lungo termine. Soltanto i pazienti che non presentano fattori di rischio o che presentano controindicazioni cliniche all'assunzione di warfarin devono essere trattati con aspirina. Trattare per un anno 1 000 pazienti in fibrillazione atriale con anticoagulanti orali, anziché con aspirina, significa prevenire 23 ictus ischemici e causare 9 episodi emorragici importanti. Nonostante le enormi potenzialità in termini di prevenzione, gli anticoagulanti orali non vengono impiegati in misura congrua nei pazienti con fibrillazione atriale, in conseguenza del fatto che, spesso, i medici curanti non hanno una conoscenza adeguata circa gli studi clinici e le linee-guida, sottovalutano i benefici e sopravvalutano i rischi associati alla terapia anticoagulante continuata. L'introduzione dei farmaci anticoagulanti che non necessitano di frequenti esami di controllo, come lo ximelagatran, consentirà di aumentare il numero dei pazienti con fibrillazione atriale, che presentano fattori di rischio per l'ictus cerebrale, in trattamento con anticoagulanti. Non esistono prove in favore dell'utilizzo generalizzato della terapia anticoagulante all'insorgenza dell'ictus ischemico acuto associato a fibrillazione atriale.

lingua: Inglese


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