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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA


Minerva Cardioangiologica 2003 October;51(5):547-60

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Platelet glycoprotein IIb/IIIa inhibitor therapy in non-ST segment elevation acute coronary syndromes

Elmouchi D. A, Bates E. R.


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Gli inibitori della glicoproteina piastrinica IIb/IIIa prevengono il legame con il fibrinogeno e l'aggregazione piastrinica. Essi sono in grado di diminuire l'incidenza delle complicanze di natura ischemica associate alle sindromi coronariche acute in assenza di sopraslivellamento del segmento ST, nonché il numero degli interventi di chirurgia coronarica per via percutanea. I risultati di una meta-analisi condotta su 6 studi clinici randomizzati circa l'utilizzo per via parenterale degli inibitori della glicoproteina piastrinica IIb/IIIa nei pazienti affetti da sindromi coronariche acute hanno mostrato una riduzione significativa nel numero di decessi e di infarto miocardico nei pazienti ad alto rischio. Questi ultimi comprendono i pazienti candidati a precoci interventi di chirurgia coronarica per via percutanea o i pazienti con un elevato punteggio di rischio TIMI, con valori elevati di troponina, o affetti da diabete mellito.
Malgrado le raccomandazioni presenti nelle linee-guida siano favorevoli a questa terapia, limitatamente alle suddette indicazioni, solamente un numero esiguo degli opportuni candidati vengono effettivamente sottoposti al trattamento. Il rischio di importanti sanguinamenti è minimo; la terapia con abciximab può determinare trombocitopenia; le strategie terapeutiche di dosaggio ottimale sono in continua evoluzione.

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