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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA


Minerva Cardioangiologica 2003 October;51(5):475-84

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Sirolimus-eluting stents for the treatment of in-stent restenosis

Degertekin M., Saia F., Lemos P. A., Arampatzis C. A., Serruys P. W.


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Il trattamento della restenosi intra-stent costituisce tuttora uno dei problemi più difficili per il cardiologo interventista. Nessun approccio di tipo meccanico per via percutanea ha finora mostrato risultati soddisfacenti e i tassi di recidiva di restenosi intra-stent risultano essere estremamente elevati. L'unica terapia di provata efficacia attualmente disponibile per il trattamento della restenosi intra-stent, almeno nel caso delle lesioni più complesse, è rappresentata dalla brachiterapia vascolare. Tuttavia, l'impiego di questa terapia è limitato dai potenziali effetti collaterali e dai requisiti logistici. L'introduzione degli stent rivestiti da farmaco, che contengono e rilasciano agenti antiproliferativi, ha dimostrato di essere virtualmente in grado di eliminare le restenosi intra-stent a livello delle lesioni de novo. Alla luce di questi promettenti risultati nelle lesioni de novo, gli stent rivestiti di sirolimus sono stati recentemente utilizzati per il trattamento delle restenosi intra-stent in 2 studi pilota. A San Paolo, 25 pazienti con restenosi intra-stent trattati con stent rivestiti da sirolimus (1,4 stent per lesione) hanno presentato un tasso di incidenza di restenosi intra-stent del 4% e nessun evento clinico a un anno. A Rotterdam, 16 pazienti con gravi restenosi intra-stent sono stati trattati mediante 26 stent rivestiti da sirolimus. L'esame con ultrasonografia vascolare ha dimostrato un'efficace inibizione del processo di iperplasia neointimale, in presenza di una ostruzione pari all'1,1% del volume dello stent, in maniera analoga a quanto osservato nei pazienti di San Paolo (0,8%). Dopo 9 mesi di follow-up clinico, 3 pazienti hanno riportato 4 eventi avversi importanti di tipo cardiologico (2 decessi e 1 infarto miocardico acuto, che ha comportato la necessità di ripetere l'intervento di angioplastica del vaso interessato). In base ai risultati attualmente disponibili, l'impianto di stent rivestito con sirolimus può essere considerato sicuro e potenzialmente efficace nel trattamento delle restenosi intra-stent. Tuttavia, è necessario condurre degli studi randomizzati multicentrici a lungo termine, al fine di ottenere una più completa valutazione di questa nuova strategia terapeutica.

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