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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA


Minerva Cardioangiologica 2003 Ottobre;51(5):463-74

lingua: Inglese, Italiano

Enoxaparina nel trattamento dell'infarto miocardico acuto con sopraslivellamento persistente del tratto ST

Rubboli A., Herzfeld I., Maresta A.


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Enoxaparina (E) è un'eparina a basso peso molecolare risultata più efficace di eparina non frazionata (ENF) nel trattamento delle sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento di ST. Poiché scarsi e non conclusivi sono, invece, i dati relativi al suo impiego nell'infarto miocardico acuto con persistente ST sopraslivellato (IMASST), abbiamo effettuato una revisione della letteratura per valutare il livello di evidenza relativo a efficacia e sicurezza di E in tale contesto clinico.
Gli effetti della somministrazione di E nell'IMASST sono stati esaminati in 7 studi clinici, per un totale di circa 9500 pazienti. Rispetto a placebo, E è risultata più efficace nello studio di Glick et al. sull'incidenza a medio termine dell'end-point combinato di morte, reinfarto, angina ricorrente e nello studio AMI-SK sulla pervietà dell'arteria responsabile dell'infarto. Rispetto a ENF, E è risultata più efficace sull'incidenza a medio termine dell'end-point combinato di morte, reinfarto, angina instabile nello studio di Baird et al. e su quella intra-ospedaliera di reinfarto e ischemia refrattaria sia nell'ASSENT-3 che nell'ASSENT-3 PLUS, mentre gli effetti sulla pervietà dell'arteria responsabile dell'infarto, esaminati negli studi HART-II e ENTIRE-TIMI 23, sono risultati non univoci. Il profilo di sicurezza di E, in associazione a fibrinolitico e aspirina, è risultato caratterizzato da un'incidenza di emorragie, sia minori che maggiori, superiore rispetto a placebo e invariata rispetto a ENF, eccezion fatta per studio ASSENT-3 PLUS in cui la somministrazione pre-ospedaliera di E si è associata a un'incidenza doppia di emorragia intracranica (seppure solo nei soggetti di oltre 75 anni).
In conclusione, la somministrazione di E, in associazione ad aspirina e fibrinolitico, nell'IMASST appare già oggi una possibile opzione terapeutica, in virtù dell'ottimo profilo di efficacia e sicurezza, oltre che della sua estrema maneggevolezza. Prima di raccomandarne in via definitiva l'uso, è necessario, tuttavia, rafforzare l'attuale livello di evidenza di tipo B di una superiore efficacia rispetto a ENF e di risolvere problemi ancora aperti relativi all'impiego in particolari contesti (pazienti anziani, in associazione a inibitori della glicoproteina IIb/IIIa e a procedure di rivascolarizzazione percutanea).

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