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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2003 August;51(4):361-72

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Indicazioni di terapia della malattia tromboembolica venosa. Attualità e prospettive

Prandoni P., Simioni P., Pagnan A.


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Ad eccezione di pazienti con embolia polmonare grave, che necessitano di trattamenti aggressivi farmacologici o chirurgici, la grande maggioranza dei soggetti che presentano un episodio di trombosi venosa profonda e/o embolia polmonare è oggi trattata con eparina standard o a basso peso molecolare, seguita poi da anticoagulanti orali per variabili periodi di tempo. Le eparine a basso peso molecolare presentano alcuni evidenti vantaggi nei confronti dell'eparina standard: tra questi una più lunga emivita, una migliore biodisponibilità dopo somministrazione sottocutanea ed una maggiore predittività dose-risposta. Per effetto di tali caratteristiche esse si prestano al trattamento domiciliare di pazienti selezionati con considerevole risparmio per le strutture sanitarie e miglioramento della qualità di vita dei pazienti. L'uso dell'eparina standard è ancora desiderabile nel trattamento iniziale di soggetti con embolia polmonare non critica. L'impiego di protocolli assicura il raggiungimento di adeguati livelli di anticoagulazione nella quasi totalità degli individui trattati. La durata ottimale del trattamento anticoagulante è ancora oggetto di discussione. È ragionevole somministrare per breve durata anticoagulanti orali a pazienti con trombosi secondaria a fattori transitori, mentre una durata più lunga dovrebbe essere riservata a pazienti con trombosi idiopatiche o secondarie a fattori di rischio persistenti. L'assegnazione di una terapia indefinita rimane oggetto di valutazione individuale. L'efficacia e la sicurezza di farmaci emergenti (pentasaccaride, ximelagatran) per la terapia in fase acuta e la prevenzione secondaria del tromboembolismo venoso è attualmente oggetto di indagine.

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