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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2003 Aprile;51(2):197-208

SCOMPENSO CARDIACO 

 REVIEW

Ongoing trials of cardiac resynchronisation

Cleland J. G. F., Ghosh J., Khan N., Hurren S., Kaye G.

Lo scompenso cardiaco rappresenta una condizione debilitante sempre più frequente, per cui la terapia farmacologica ha fornito fino ad ora un rimedio solo parziale. Infatti nonostante la terapia medica, la prognosi in generale rimane infausta, con percentuali elevate di morte improvvisa e di morte per scompenso cardiaco progressivo. Le terapie basate sui dispositivi artificiali promettono significativi miglioramenti sia nel sollievo dai sintomi che nella prognosi a lungo termine. La terapia di resincronizzazione cardiaca ha già dimostrato di migliorare i sintomi dello scompenso cardiaco quando la terapia farmacologica ottimale (inclusa la terapia aggressiva con i diuretici, gli ACE inibitori, i b-bloccanti e lo spironolattone) non è stata in grado di alleviare i sintomi. Due grossi studi clinici (CARE-HF e COMPANION) stanno attualmente indagando gli effetti della terapia resincronizzante sulla morbilità e sulla mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco e ritmo sinusale che presentano disfunzione sistolica del ventricolo sinistro e dissincronia ventricolare. Una serie di studi clinici di piccole e medie dimensioni stanno valutando gli effetti della terapia resincronizzante in pazienti con caratteristiche simili ai precedenti, ma con l'aggiunta di fibrillazione atriale. Altre potenziali indicazioni alla terapia resincronizzante che sono attualmente sotto studio includono lo scompenso cardiaco dovuto all'alterata funzionalità diastolica del ventricolo sinistro e la prevenzione della dissincronia iatrogena causata dal pacing convenzionale.
Lo studio MADIT-II suggerisce un piccolo beneficio dall'impianto routinario di defibrillatori in pazienti con scompenso cardiaco che presentano una frazione di eiezione fortemente ridotta (<30%) a causa di precedenti infarti del miocardio, anche in assenza di specifici marker di rischio per la morte improvvisa aritmica. Un beneficio molto più grande è stato osservato in pazienti con QRS >150 msec, segno elettrocardiografico di dissincronia cardiaca. Lo studio COMPANION valuterà non solo gli effetti della terapia resincronizzante da sola, ma anche gli effetti della terapia resincronizzante combinata con un dispositivo di defibrillazione.
Una prematura sopravvalutazione della limitata mole di dati esistenti minaccia di indebolire l'evidenza che costituirà la base per le future linee guida e le decisioni di finanziamento. Coloro i quali si trovano coinvolti negli studi hanno un obbligo morale di ridurre al minimo l'impianto del dispositivo nei pazienti che sono stati collocati per randomizzazione nel gruppo di controllo (cross-over). I medici potrebbero incontrare difficoltà nello spiegare ai pazienti perché è stato loro impiantato un dispositivo resincronizzante, nel caso in cui gli studi in corso non mostrassero alcun beneficio. I pazienti dovrebbero essere avvertiti del fatto che la CRT costituisce attualmente una terapia sperimentale, per la quale non è stata ancora dimostrata la capacità di alterare la prognosi in maniera significativa.

lingua: Inglese


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