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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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REVIEW  SCOMPENSO CARDIACO


Minerva Cardioangiologica 2003 April;51(2):155-64

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Aldosterone antagonism in addition to angiotensin-converting enzyme inhibitors in heart failure

Bauersachs J., Fraccarollo D.


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Sebbene il ruolo del sistema renina-angiotensina-aldosterone nella fisiopatologia dello scompenso cardiaco sia noto da anni, l'impatto del sistema aldosterone circoscritto al distretto cardiaco è stato riconosciuto solo recentemente. L'aldosterone promuove l'ipertrofia e la fibrosi nell'ipertensione e nello scompenso cardiaco ed è coinvolto nel rimodellamento del ventricolo sinistro dopo l'infarto del miocardio. I livelli plasmatici di aldosterone nei pazienti con scompenso cardiaco costituiscono degli indicatori di prognosi infausta. La terapia con ACE-inibitori in questi pazienti riduce i livelli plasmatici di aldosterone; tuttavia questo è solamente un effetto transitorio e al fenomeno è stato dato il nome di «aldosterone escape». Neppure i massimi dosaggi raccomandati di ACE-inibitori sono in grado di prevenire la formazione ACE-mediata di angiotensina II nello scompenso cardiaco cronico e i pazienti con livelli aumentati di aldosterone durante il trattamento con ACE-inibitori presentano una compromissione della performance durante l'esercizio fisico. Lo studio RALES ha dimostrato in maniera convincente che, nei pazienti con scompenso cardiaco, l'aggiunta agli ACE-inibitori dell'antagonista del recettore per i mineralcorticoidi, lo spironolattone (25 mg/die), riduce marcatamente la mortalità e previene il peggioramento dello scompenso cardiaco. La riduzione dell'eccessivo turnover della matrice extracellulare, che determina una diminuzione della fibrosi, sembra costituire l'effetto più importante esercitato dallo spironolattone nello scompenso cardiaco. Tuttavia possono essere presenti anche altri meccanismi, come la regressione dell'ipertrofia, il miglioramento della funzionalità endoteliale, l'aumentata escrezione renale di sodio e l'azione antiaritmica. Nello studio RALES lo spironolattone a basso dosaggio non ha comportato un rischio sostanziale di iperpotassiemia; tuttavia, con il diffondersi dell'uso dello spironolattone nel trattamento dello scompenso cardiaco, i casi di iperpotassiemia in associazione all'uso di questo farmaco aumentano. È indispensabile un accurato controllo dei livelli sierici di potassio e di creatinina, così come una stima della clearance della creatinina, specialmente in presenza di fattori addizionali che compromettono la funzione renale. Il nuovo e più selettivo antagonista dell'aldosterone eplerenone, che non presenta alcuni degli effetti collaterali dello spironolattone, si è dimostrato efficace nel trattamento dell'ipertensione e rappresenta una grande promessa come futuro agente terapeutico nei pazienti con scompenso cardiaco.

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