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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  SCOMPENSO CARDIACO


Minerva Cardioangiologica 2003 Aprile;51(2):143-54

lingua: Inglese

Effects of ACE-inhibitors and beta-blockers on left ventricular remodeling in chronic heart failure

Khattar R. S.


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Negli anni recenti, si è andato progressivamente affermando il concetto che una caratteristica fondamentale della progressione dello scompenso cardiaco è costituita dal processo di rimodellamento a carico del ventricolo sinistro. Il processo di rimodellamento si manifesta come un aumento del volume del ventricolo sinistro, che determina un incremento dello stress di parete e un ispessimento compensatorio del tessuto miocardico. Il ventricolo sinistro col tempo assume anche una conformazione maggiormente sferica, che risulta in un'insufficienza funzionale della valvola mitrale; ne derivano un aggravamento del sovraccarico emodinamico, una compromissione della funzionalità miocardica e una prognosi clinica sfavorevole. Si vanno accumulando dati clinici in favore dell'ipotesi che i benefici nella prognosi clinica ottenuti grazie alla somministrazione di ACE-inibitori e di beta-bloccanti possono essere collegati a modificazioni del processo di rimodellamento, che determinano un rallentamento della progressione della malattia e un mantenimento della funzionalità contrattile. La tendenza generale che si evince da numerosi studi clinici indica che gli ACE-inibitori sembrano essere attivi nel prevenire la progressiva dilatazione del ventricolo sinistro, mentre il carvedilolo, un beta-bloccante di 3° generazione, è addirittura in grado di contrastare il processo di rimodellamento, determinando una riduzione del volume del ventricolo sinistro e un miglioramento della funzionalità sistolica. Confrontando direttamente i 2 tipi di farmaci, si osserva che il carvedilolo presenta un profilo di sicurezza e di tollerabilità sovrapponibile a quello degli ACE-inibitori; pertanto, esiste la possibilità di somministrare questo farmaco come trattamento di prima linea in pazienti selezionati affetti da scompenso cardiaco congestizio di grado lieve e moderato. Ne consegue che la decisione di iniziare il trattamento con carvedilolo o con un ACE-inibitore potrebbe in futuro essere individualizzata per il singolo paziente; successivamente potrebbe seguire la terapia di associazione, a partire dal momento più opportuno e sicuro. Infine, i possibili sviluppi delle strategie terapeutiche mirate alla correzione dei meccanismi cellulari e molecolari responsabili del processo di rimodellamento, e i risultati ottenuti mediante le terapie strumentali, di recente pubblicazione, lasciano presagire un approccio combinato e sinergico al futuro trattamento dello scompenso cardiaco.

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