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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Minerva Cardioangiologica 2003 February;51(1):95-100

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Trattamento diodico per danno venoso endoluminale: studio preclinico per la insufficienza venosa

Palmieri B., Lapilli A., Benuzzi G.


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Obiettivo. La nostra ricerca in questa fase ex-vivo è rivolta prevalentemente a definire i ranges di attività della fibra laser nell'intento di utilizzare al tavolo operatorio un protocollo di sicurezza tale da garantire il massimo risultato di obliterazione del lume venoso con i parametri energetici minimi necessari.
Metodi. Lo studio è stato condotto su 20 safene umane asportate in corso di chirurgia flebologica. Una fibra ottica di 1 mm di diametro veniva inserita nella vena fino all'estremità prossimale dove iniziava la somministrazione di energia laser lungo l'asse venoso. Le vene sono state suddivise in tre diversi gruppi in base ai parametri utilizzati, primo gruppo trattato con potenze di 20 Watt, secondo gruppo con potenze di 15 Watt e terzo gruppo con potenze di 10 Watt. Al termine della procedura le vene sono state immerse in formalina ed inviate all'esame istologico.
Risultati. I danni endoteliali più gravi sono stati osservati nel gruppo di vene trattate con fluenze superiori ai 300 J/cm2, in cui si è osservata una carbonizzazione dell'endotelio. A fluenze minori (200100 J/cm2) i danni consistevano in una necrosi coagulativa ed edema interstiziale, a fluenze di 100 J/cm2 il danno endoteliale appare più disomogeneo.
Conclusioni. L'evidenza sperimentale da noi ottenuta lascia propendere per l'ipotesi che il protocollo ottimale sia inferiore ai 300 J/cm2 di fluenza con potenze di 15 Watt e treni d'impulso di 100-300 ms.

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