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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2003 Febbraio;51(1):41-8

lingua: Inglese

Peripartum cardiomyopathy

Ardehali H., Kasper E. K., Baughman K. L.


PDF  ESTRATTI


La cardiomiopatia peripartum è una patologia rara e potenzialmente letale ad eziologia sconosciuta. La sua diagnosi deve essere limitata a donne precedentemente sane che presentano scompenso cardiaco congestizio (CHF) e diminuita funzionalità sistolica ventricolare nell'ultimo mese di gravidanza o nei primi 5 mesi dopo il parto. La diagnosi non viene posta in presenza di altre cause di disfunzione cardiaca. Le pazienti che non mostrano alcun miglioramento entro 2 settimane dalla comparsa dei sintomi devono essere sottoposte ad indagini per miocardite. La modalità e la durata del trattamento dello scompenso cardiaco vengono stabilite in base alla funzionalità cardiaca della paziente a riposo e durante esercizio. Le pazienti con una funzionalità del ventricolo sinistro entro i limiti della norma, sia a riposo che durante esercizio fisico o somministrazione di dobutamina, presentano una prognosi favorevole e la loro terapia medica può essere diminuita o sospesa per un periodo di 6-12 mesi. Le pazienti con una funzionalità ventricolare normale a riposo, ma con una risposta anomala all'esercizio, devono essere trattate per lunghi periodi di tempo con ACE-inibitori o con b-bloccanti. Le pazienti che continuano ad esibire una ridotta funzionalità del ventricolo sinistro hanno una prognosi sfavorevole e necessitano di un trattamento con farmaci adeguati per il resto della loro vita. Il trattamento farmacologico include gli ACE-inibitori, i beta-bloccanti, i diuretici, la digossina e la terapia anticoagulante. Gli ACE-inibitori vengono utilizzati solamente dopo il parto a causa dei loro effetti teratogeni. Le pazienti che non recuperano possono richiedere una terapia inotropa, una pompa con palloncino intra-aortico ed un dispositivo di assistenza del ventricolo sinistro, a seconda della necessità. Il trapianto cardiaco deve essere preso in considerazione per le pazienti che non rispondono alla terapia.

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