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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA


Minerva Cardioangiologica 2002 Ottobre;50(5):507-16

lingua: Inglese

Serial intravascular ultrasound assessment of the efficacy of intracoronary gamma (g) radiation for preventing recurrent in-stent restenosis

Ahmed J. M.


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Gli stent intracoronarici presentano un'incidenza di restenosi ridotta rispetto all'angioplastica con palloncino. Tuttavia uno dei maggiori limiti dell'intervento di stenting è costituito proprio dalla restenosi intrastent, presente in una percentuale di pazienti che varia dal 10% al 40%, a seconda dei fattori di rischio. Studi di valutazione intravascolare seriale ad ultrasuoni hanno mostrato che la restenosi dello stent è dovuta in primo luogo all'iperplasia neointimale. Il trattamento della restenosi intrastent costituisce tuttora una sfida, dal momento che i tassi di ricorrenza sono elevati, indipendentemente dalla tecnica di intervento utilizzata. Diversi studi clinici randomizzati sulle radiazioni ionizzanti intracoronariche da beta- e gamma-emittenti, applicate in seguito all'intervento primario di cateterismo cardiaco, hanno mostrato una significativa diminuzione delle recidive. La maggior parte di questi studi hanno utilizzato tecniche seriali ad ultrasuoni di tipo sia angiografico che intravascolare, al fine di valutare l'efficacia delle radiazioni intracoronariche nella prevenzione delle recidive dopo il trattamento delle restenosi dello stent. Dal momento che il meccanismo della restenosi postradiazioni può operare a livello del segmento leso originariamente, nonché del segmento dilatato tramite angioplastica semplice e di quello successivamente irradiato, queste tecniche di immagine hanno anche contribuito a documentare i possibili effetti a lungo termine delle radiazioni, inclusi la formazione di aneurismi, le alterazioni marginali, gli errori topografici e la presenza o l'assenza di rimodellamento. I risultati angiografici hanno mostrato una buona correlazione con quelli ottenuti tramite valutazione con ultrasonografia intravascolare dopo il trattamento radiante ed al follow-up. Pertanto, l'associazione fra l'ultrasonografia intravascolare e l'angiografia, in grado di documentare il posizionamento del palloncino, dello stent e della sorgente di radiazioni, è in grado di valutare in modo esauriente l'efficacia di questa modalità di trattamento.

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